Gioco
Lavorenti, il ritorno «Livorno ai vertici? Missione possibile»
Andrea Puccini
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ATTACCO. Unazione delle Under 16 4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Venerdì scorso la sua squadra ha confermato di fare davvero sul serio, seppur in una partita amichevole giocata nella palestra Follati di via Provenzal in Banditella contro le colleghe del Riotorto. Un test di prestagione come tanti altri, ma vinto nettamente con il risultato di 4-1. Roberto Lavorenti, già giocatore e soprattutto tecnico livornese doc tornato ad allenare sulla panchina del neonato Volley Livorno che si accinge ad affrontare la stagione di serie C femminile, rispecchia la voglia di vincere della compagine a sua disposizione. L'esperto allenatore, 47 anni,, con trascorsi da timoniere della pallavolo maschile cittadina quando ai tempi Livorno sapeva ancora esprimere una realtà come il Tomei addirittura ai livelli eccelsi della serie A2, è tornato all'ovile. E grazie all'atmosfera elettrizzante fornita dalla nuova realtà societaria, quello che a 27 anni vantò anche il record di allenatore più giovane del campionato italiano di serie A, pare aver trovato gli ennesimi stimoli per azzerare mentalmente tutto il suo nutrito palmares (ultimo in ordine cronologico qualche mese fa, il successo da guinnes con le ragazze di Casciavola che ha condotto alla promozione matematica in B1 con ben 5 turni d'anticipo) e ricominciare la corsa verso nuovi traguardi. «Sono tornato a Livorno perchè sentivo la necessità di aria salmastrosa e schietta - racconta - mon che a Casciavola sia stato male, anzi, quella società mi ha dato, come tutte le altre con cui ho lavorato, la possibilità di sviluppare esperienze nuove, particolari perchè ogni ambiente ha le proprie caratteristiche e, perchè no, vincenti. Inoltre in questi 2 anni a Casciavola è stato sviluppato un lavoro che ha portato a vincere pressochè tutto: quella piazza rimarrà sempre una parte importante del mio bagaglio sportivo ma ad oggi la Livorno del volley femminile è in una fase molto particolare e sentivo che era il momento giusto per tornare a casa». Il Volley Livorno infatti è una creatura giovane, appena nata dall'unione delle forze economiche e delle capacità organizzative portate in dote dai tre soggetti storicamente attivi sul territorio in campo pallavolistico come Pgs Life Club, Us Livorno e Libertas. Eppure la realtà livornese appare già solida e capace di puntare ad un futuro radioso. In primis sul piano sportivo, grazie alle conferme della vecchia guardia dello spogliatoio (Betti e Zuanigh su tutti), al rientro all'ovile di vecchie conoscenze (Cecchi, Chierroni e Bardi tornate alla base dopo esperienze fuori città) e all'innesto di talenti prodotti dal settore giovanile e qualche novità intrigante (De Santi, Tessari ma soprattutto Prosperi, che vanta un breve trascorso anche in serie A). E all'orizzonte splende il sole anche lontano dal campo, dietro le scrivanie. Il riferimento è diretto sia agli sponsor confermati come Sertec e Delta Pi, soggetti imprenditoriali attivi ormai da anni nella famiglia del volley in rosa, sia per l'importante new entry che si affaccia nel panorama sotto rete dalla porta principale. Pediatrica è un' azienda parafarmaceutica già apparsa sulle maglie del Livorno Calcio e della prima squadra di baseball. Uno sponsor che sulle casacche gialloblù apparirà sulla parte posteriore anche attraverso il brand «Guarigol». Ma della grande famiglia farà parte anche Sportika, altra novità rappresentata dalla sponsorizzazione tecnica: il marchio dell'azienda piemontese è conosciuto negli ambienti delle differenti discipline come sinonimo di qualità vincente. «L'u nione di tutte le maggiori società sotto un unico cappello, squadre formate da atlete con un futuro sportivo roseo, complessi che possono aspirare a cimentarsi fuori dalla provincia con una certa affidabilità e tante persone intorno alle palestre, di tutti i tipi, dirigenti, collaboratori, genitori: gli ingredienti per fare bene ci sono davvero tutti - sottolinea Lavorenti - centinaia di ragazze da gestire fra settore agonistico e non, molto entusiasmo da parte di tutti gli addetti ai lavori. Allenatori giovani e motivati che probabilmente pagheranno dazio in fatto di esperienza, ma con una carica sportiva elevata e con una voglia di far bene che non usuale. Sinceramente, una situazione da far girar la testa». Tanto che ripartire dalla C regionale può stare anche stretto. «Questa è stata una decisione presa con ponderatezza e lungimiranza, decisione che ci darà tempo per poter programmare bene il nostro futuro sportivo a livello agonistico - chiarisce Lavorenti - la mia promessa da direttore tecnico è quella di dare il massimo per far crescere le nostre atlete. La mia promessa da tecnico della prima squadra è invece quella di rimanere in C il minor tempo possibile».
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