Gioco
Il gemello di Pieri. Quello vero
Fabrizio Pucci
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RISVEGLIO. Mirko Pieri, 32 anni, sotto contratto fino a giugno 2012: va in cerca di riscatto dopo una stagione negativa «Riparto dalla prova di Ascoli, ora spero di conquistare i tifosi»
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LIVORNO. Dopo un anno e 25 anonime, presenze in amaranto è sbarcato a Livorno il vero Mirko Pieri. Quello visto fino ad ora era il gemello diverso: un replicante. Al 'Del Duca' nella resurrezione del Livorno è stato celebrata anche la rinascita del ragazzo di Grosseto. Due assist, tanta corsa e qualità. Mirko: complimenti. Finalmente una buona prestazione. Ci voleva... «Sì. Sono contento. Ma abbiamo giocato tutti bene. Non solo io. I meriti sono della suqadra. Non di questo o di quel singolo giocatore. E poi gli episodi sono determinanti. Se Surraco non avesse segnato sul mio cross la mia partita e quella del Livorno avrebbero potuto prendere una piega diversa. Di certo c'è che abbiamo ottenuto una bella vittoria su un campo difficile». Quella di venerdì è stata la tua miglior partita in amaranto. Sei d'accordo? «Penso di sì. Ora però devo insistere e continuare così». Con il Cittadella c'è il ritorno all'Ardenza e il pubblico livornese non è mai stato tenero con te. Sei preoccupato? «Con una battuta mi viene da dire che mi esprimo meglio in trasferta per cui per me sarebbe meglio giocare sempre fuori. Scherzi a parte. Ciò che non è mai venuto meno è stata la mia voglia di fare bene e il mio impegno. Certo. Serate come quella di Ascoli ripagano dopo la sofferenza del recente passato». Un altro giocatore che era finito nell'occhio del ciclone è Tavano. Pure lui ha fatto molto bene ad Ascoli. «La gente vede Ciccio solo in partita, ma posso assicurare che lui è un giocatore importante anche durante la settimana. In serie B può fare la differenza e sono sicuro che il suo rendimento è destinato a migliorare». Impossibile non spendere due parole su Federico Dionisi. «È un ottimo attaccante. Ha voglia di crescere, di fare carriera. Ha i numeri per farlo. Intanto sta già dimostrando tutto il suo valore». Il periodo più difficile del Livorno ormai è alle spalle? «Credo di sì anche se in serie B non c'è mai nulla di scontato. In questo campionato servono tre prerogative: identità di squadra, equilibrio e continuità. Chi ha queste caratteristiche può ambire a traguardi importanti. La stagione è lunga, infinita, bisogna essere molto intelligenti nella gestione». E il Livorno ha queste qualità? «Stiamo lavorando per acquisirle. Non vedo squadre in grado di ammazzare il campionato a parte il Siena che è partito benissimo. Noi possiamo centrare il traguardo dei playoff e se riusciamo a lavorare su quelle tre qualità possiamo aspirare anche a qualcosa di più». Intanto però c'è da pensare al Cittadella... «Esatto. E dobbiamo stare attenti. Dal punto di vista tecnico siamo superiori e non solo ai veneti. Ma dobbiamo dimostrare la nostra forza in campo. Questa è l'unica strada per fare sempre meglio».
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