Gioco
«Siamo una squadra di matti...»
dal nostro inviato
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VENDETTA. Pillon ha lasciato il segno contro la sua vecchia squadra A Pillon brillano gli occhi: «Ho visto gioco e sacrificio»
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ASCOLI. «Siamo una squadra di matti, non abbiamo vie di mezzo...». Bepi Pillon riesce a essere misurato e a parlare sottovoce anche nella notte della riscossa. L'incrocio pericoloso di Ascoli, una sfida al suo passato, è diventato invece una strada a senso unico. «Anche a Novara - dice l'uomo di Preganziol - avevamo fatto un buon primo tempo. Potevano segnare loro, ci eravamo riusciti noi mancando poi il due a zero. E nella ripresa ecco quei quattro gol in 22 minuti. Pazzesco. Qui al "Del Duca" quando è cominciata la partita ho visto subito che eravamo un'altra squadra, mi sono bastati dieci minuti per capirlo. La palla girava velocemente, avevamo la nostra capacità di ribaltare il fronte, dimostrando rabbia, voglia di non mollare anche una volta arrivati al 3-1, capacità di gestire la partita. Sono molto contento della prestazione di tutti i ragazzi, ma vorrei spendere un elogio particolare per Ciccio Tavano. Ha servito a Dionisi un assist fantastico, si è sacrificato per la squadra, rientrando molto anche in difesa. E' un giocatore di grande qualità, essenziale per il Livorno. Sta a noi cercare di aiutarlo, mentre chiedo ai tifosi di spingerlo e di sostenerlo, perché noi non possiamo fare a meno di Tavano». 0-4 col Sassuolo, poi 3-0 a Bergamo contro l'AlbinoLeffe. Sotterrati a Novara e goleada al "Del Duca". Dove sta la verità? «Andiamo bene negli spazi - il pensiero di Pillon - è chiaro che il Livorno per le sue caratteristiche gioca meglio in trasferta. La formazione scelta? Avevo pensato a possibili varianti, poi ho preferito non snaturarci, andare sul sicuro, chiedendo però a tutti un po' di sacrificio. Qui ad Ascoli ho visto capacità di mordere e di ripartire, i primi difensori sono stati gli attaccanti. Sempre pronti ad andare in pressing, ad aiutare i compagni. E' una vittoria importante perché dà morale e ci spinge a tornare ad allenarci con ancora più convinzione. Questi alti e bassi si spiegano anche con l'età media molto bassa e con la necessità di dover lavorare su un gruppo nuovo, messo insieme durante l'estate. Ma dobbiamo imparare anche a essere più concreti, se serve anche a buttare la palla in tribuna, senza tanti complimenti né ricerca dell'estetica. Ora godiamoci questi tre punti e lunedì torniamo a lavorare a testa bassa perché domenica prossima avremo il Cittadella in casa. Dove non abbiamo mai vinto: sarà il caso di cominciare a provarci». Elio Gustinetti, ex Grosseto, incassa la batosta ma non si nasconde: «Mi assumo tutte le responsabilità di questa sconfitta - dice il "Gus" - e per non aver capito la situazione che si era venuta a creare. Ma cinque gol sono una sconfitta veramente severa, eccessiva. Anche se il Livorno ha meritato di fare il pieno». Il tecnico dell'Ascoli parla più di problemi societari che tecnici: c'è odore di penalizzazione in classifica (si parla di 3 punti) per irregolarità amministrative compiute al momento dell'iscrizione al campionato. E la società è nella tempesta, i conti economici non tornano. Al punto che la dirigenza ha chiesto ai giocatori di autoridursi una parte di contratto in cambio di un premio finale a obiettivo. «I giocatori non erano tranquilli...», sottolinea Gustinetti. Il Livorno però ha dato spettacolo. R.M.
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