Gioco
Livorno, è la tempesta perfetta
dal nostro inviato Renzo Marmugi
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FESTA. Tutti attorno a Surraco, autore di una splendida doppietta Il Livorno rialza la testa e la panchina di Pillon torna solida 5 gol all'Ascoli: Pieri e Surraco incendiano le fasce, Dionisi è il terminator
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ASCOLI. Ci sono romanzi che svoltano all'ultima riga, quello del Livorno nella vecchia casa di Bepi Pillon invece cambia faccia presto, alle pagine 24 e 26. Poteva essere un thriller, invece diventa una storia a lieto fine. Dove l'eroe buono torna dalla sua missione pericolosa vivo e vegeto. La notte degli incroci pericolosi diventa una goleada storica. 5 reti in trasferta, con questo Livorno non ci si annoia davvero. Lo 0-4 col Sassuolo aveva partorito il fantastico tris con l'AlbinoLeffe, dopo il profondo rosso di Novara (4-1) la valanga amaranto rotola su Ascoli e travolge tutto. Con Pieri (ottima scelta il suo ripescaggio) e Surraco ad arare le fasce, risultando decisivi. Due assist l'ex grossetano, due gol Josè l'uruguagio. In mezzo un Dionisi sempre più convincente (5 centri in 7 partite), uno Iori cresciuto in personalità, l'ex Luci calamita-palloni e anche la difesa dell'emergenza - Lambrughi centrale accanto a Miglionico - ha sbrigato il lavoro sporco senza tanti complimenti. Lasciando De Lucia a vivere una partita priva di angoscia. L'Ascoli si dispone col 4-2-3-1 (è la prima volta), con Sommese, Giorgi e Cristiano a sostegno dell'unica punta, la torre bosniaca Milan Djuric (1,93). Pillon invece dopo tanti ripensamenti non stravolge il suo giocattolo, con Surraco e Schiattarella insieme sugli esterni. I bianconeri si fanno vivi solo cercando la testa del loro pivot numero 89, servito due volte dai traversoni del capitano Sommese, che gravita nella corsia di Pieri, rispolverato dall'armadio amaranto in questa serata di autunno caldo e umido. Amaranto spigliati, con Iori che fa il capostazione. Gioca, parla e infonde sicurezza nei compagni. Il Livorno è vivo e al "Del Duca" se ne accorgono al 24': Schiattarella invita Pieri al cross dalla linea di fondo. Che è perfetto per l'inserimento di Surraco a centro area. Destro di controbalzo e palla nell'angolino. Una delizia per gli occhi. Due minuti e la banda di Bepi confeziona un'altra perla. Tavano al limite serve nello stretto Dionisi: "Fede" si gira, salta come un birillo il difensore centrale e deposita la palla nello stesso angolino dell'uruguagio. L'Ascoli prova a reagire, ma sempre di testa, con due zuccate di Moretti che sfiorano il palo. Nel secondo tempo Gustinetti toglie l'ex Giallombardo e mette Bonvissuto, varando il classico 4-4-2. Comincia un film d'assalto, ma al 10' Tavano scatta sul filo del fuorigioco e mira l'angolino: il portiere devia, Dionisi è un falco, recupera la palla prima che vada in corner e serve Surraco, in arrivo a rimorchio. Destro secco sul primo palo e 3-0. L'Ascoli non ci sta, e al 17' Moretti spara una bordata da venti metri, imparabile. Ma in campo ci sono le autostrade e le ripartenze amaranto sono letali. Al 41' Danilevicius in fuga verso la meta si guadagna un rigore che trasforma di rabbia, poi nel recupero altra corsa della locomotiva Pieri e invito a Dionisi: sinistro e gol. Tutto bello, molto bello. E ora serve continuità.
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