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Il Livorno scopre i suoi gemelli del gol

Il Livorno scopre i suoi gemelli del gol

Dionisi: «Basta evitare i blackout». Surraco: «E ora vincere in casa»

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 ASCOLI. Come a Bergamo, più di Bergamo, Gli eroi dello stadio Atleti azzurri d'Italia si ripetono anche al "Del Duca". E così in sala stampa, felici e vincenti, arrivano i ragazzi della classe 1987, Federico Dionisi e Josè Surraco. I gemelli del gol amaranto nel modello esportazione. Dioni, al quinto gol in sette partite, è felice come un bimbo che ha appena scartato i regali di babbo Natale.  «Dobbiamo guardare avanti e ripartire da questa vittoria - dice il goleador che esulta mimando il pieno di benzina che gli regalava un dirigente del Celano ogni volta che gonfiava la rete avversaria - Siamo arrivati ad Ascoli sull'onda di tre pareggi che ci stavano decisamente stretti, più la brutta sconfitta di Novara. In settimana abbiamo lavorato bene, ci siamo parlati e tutti insieme abbiamo deciso di buttare sul campo quella cattiveria che in altre occasioni era mancata. La risposta è venuta naturale. Quei due crolli - col Sassuolo e a Novara - ci erano rimasti nella mente. Dovevamo reagire: a Bergamo ce l'avevamo fatta, qui idem. E' la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che siamo una squadra chiamata a lottare palla su palla, in ogni secondo della partita. Non possiamo permetterci delle pause senza che gli avversari ci puniscano. Ci siamo detti di stare uniti e non mollare. Ad Ascoli, in effetti, non c'è mai stato un calo di concentrazione, e anche dopo il 3-1 non abbiamo preso rischi particolari».  Due gol Dionisi, nessuno Tavano. «Ma Ciccio - sottolinea il bomberino di Rieti - è stato di esempio per tutti: ha dato una mano in difesa, mi ha servito l'assist del 2-0. Un giocatore simbolo, e noi gli siamo andati dietro. Ora speriamo che si sblocchi alla svelta. E' troppo importante, lui, per il Livorno».  Josè Ignacio Surraco sorride. «Una vittoria figlia di un'ottima partita collettiva sul piano della corsa, ci tenevamo tutti a reagire al blackout di Novara. Abbiamo tirato fuori il carattere: forse c'è stata un po' di fortuna nel trovare il gol subito, però il Livorno ha legittimato l'uno-due del primo tempo giocando sempre con aggressività in ogni zona del campo. Sul 2-0 è normale che uno molli qualcosa, invece non l'abbiamo fatto. Adesso è importante tornare ad allenarci per la partita col Cittadella. Una sfida da vincere per conquistare il nostro pubblico, che solo col Siena ha potuto vedere qualcosa di buono».  Ma giocare in casa non sovraccarica di tensione una squadra così giovane? La risposta di Surraco è immediata: «No, anche se siamo più bravi quando la partita devono farla gli altri, la chiave di tutto è riuscire a trovare un gol. Quando segni poi tutto diventa meno complicato...». Intanto la freccia destra amaranto è già salito a quota 3 gol, record personale eguagliato. «Ad Ancona ho fatto 3 reti in 42 partite, a Livorno 3 in 7. Ci ho preso gusto, ora voglio continuare». Renzo Marmugi

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di Redazione web