Il Tirreno

Livorno

Via Romano, ammutinamento in piscina

Giorgio Pasquinelli
<b>TECNICO. </b>Romano
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TECNICO. Romano

Il nuovo coach Balzano non piace ai giocatori: i vecchi se ne vanno

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 LIVORNO. L'anno scorso speravano di giocare un bel campionato, con l'obiettivo di ritrovare, finalmente, la serie B. E i ragazzi hanno giocato le loro partite, hanno vinto e hanno perso, sono riusciti a dimostrare di saper giocare una buona pallanuoto, ma alla resa dei conti la serie B è rimasta un miraggio e oggi appare ancora più lontana: la maggior parte dei giocatori ha infatti abbandonato la squadra. In realtà è da anni che in piscina si parla di bei progetti, di speranze e di conquiste: Federico Romano era stato scelto dalla società come uomo guida, il valore aggiunto, l'allenatore e la persona capace di realizzare i sogni della Pallanuoto Livorno. Romano, però, non è riuscito a fare, con la prima squadra maschile, quello che in precedenza aveva raggiunto con le ragazze. Mentre la prima squadra femminile era riuscita a volare in serie A2 - e successivamente a salvarsi - i maschi sono rimasti in serie C e dopo quattro anni di tentativi falliti la società ha deciso di togliere l'incarico all'allenatore livornese. La società ha individuato la persona capace di raccogliere la pesante eredità lasciata da Romano in Riccardo Balzano, ex allenatore delle giovanili. Ma a che cosa deve ambire il nuovo allenatore? Che squadra ha fra le mani? Oggi è ancora difficile dare delle risposte:la squadra è ancora un cantiere aperto e il gruppo è tutto da formare. Lo zoccolo duro dei giocatori che negli anni scorsi aveva sorretto e garantito una stabilità di gioco e di classifica, garantendo alla società di poter giocare contro tutti a testa alta, ha abbandonato la baracca.  I giocatori (Macchia, Pizzo, Mancini, De Zordi solo per fare alcuni nomi) non sono riusciti a trovare il feeling giusto con il nuovo allenatore come ci spiega Jacopo Toninelli, ormai ex della squadra livornese: «Balzano quando si è presentato, all'inizio del mese di settembre, ha detto che potevamo dare di più rispetto agli anni passati, anche grazie l'aiuto di alcuni giovani provenienti dal settore giovanile». E fin qui non c'è niente di strano, ma Toninelli aggiunge: «Poi però ha iniziato a mettere da parte alcuni di noi, chiedendo esplicitamente ad altri di andare a giocare in altre squadre perché non rientravano nel progetto». Ecco allora la sofferta decisione dei giocatori: «Abbiamo chiesto al presidente Lessi di lasciarci liberi per andare a giocare altrove e lui ci ha accontentati».  Ed è proprio questo che ha fatto male agli atleti: nessuno ha fatto niente per trattenerli, nemmeno un grazie per quello che avevano fatto in campo e fuori dal campo (diversi di loro erano infatti allenatori delle squadre giovanili).  Ma allora mandar via Romano è stata davvero una scelta giusta? E' quello che si chiedono in molti, ma il presidente Eugenio Lessi è fiducioso: «Siamo una società forte e vogliamo puntare sui giovani, diversi dei ragazzi che hanno chiesto di essere ceduti superano i trent'anni e di conseguenza non hanno troppi anni di gioco davanti. Era giusto portare nuovo entusiasmo. Quest'anno forse soffriremo, ma è stata una decisione presa pensando al futuro».  Lessi butta quindi l'acqua sul fuoco, ma nell'ambiente in molti hanno già nostalgia di Romano. E intanto i giocatori «cacciati» sono alla ricerca di una nuova squadra e chissà che gli ex-amaranto non si trovino a dover lottare contro la loro vecchia società.

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