Gioco
LA LETTERA
«Caro presidente, rifletta»
Gianni Cecchi
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LIVORNO. Gianni Cecchi, presidente del club Milano Amaranto e abbonato fedele allo stadio, ci ha inviato questa lettera indirizzata ad Aldo Spinelli: «Caro presidente, 15 uomini....questi erano i sostenitori del Livorno a Novara. Se consideriamo che uno veniva da Brescia, uno da Bergamo e quattro da Milano, mi sono chiesto dove è finito il famoso stadio mobile, orgoglio del tifo labronico e che incuteva rispetto e ammirazione da parte di quello avversario. Quando sabato scorso è passato vicino al nostro angolo di curva, avrei voluto urlarle, perchè ha fatto andare via Diamanti, Filippini, Galante, Bonetto, ma ho preferito evitare frizioni prima di una partita che sapevamo difficile, come è stata (anche se i primi due gol novaresi sono nati da un calcio d'angolo inesistente e da un fallo su Di Bella). «Si è chiesto, presidente, come mai c'è questo disamore verso i nostri colori, sia in casa che in trasferta? Non pensa che i tifosi si sentano ancora presi in giro per lo scorso anno? Avrà visto il tifo che facevano i novaresi anche quando erano sotto? Non le è venuto alla mente quello che vedeva al Picchi e spesso anche in trasferta fino a due anni fa? «Voglio chiarire che i giocatori fanno tutti il proprio dovere con il massimo impegno e il mister è il meglio che c'è sulla piazza, ma hanno bisogno di tempo per trovare più precisione e maggiore sicurezza, e qualche vecchia bandiera sarebbe stata utile per gestire meglio certe situazioni. Non trova? «Presidente, se vuole rivedere i tifosi vicini alla squadra, è Lei che deve trovare il modo di farli tornare. Non è colpa solo della tessera o non tessera, perchè se c'è impegno i tifosi veri torneranno a seguire la squadra e a sostenerla. Altrimenti ci troveremo ancora in...15 uomini come quella canzoncina che fece epoca con i telefilm di Sandokan». Cordiali saluti e forza Livorno
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