Il Tirreno

Livorno

Bepi Pillon si gioca tutto ad Ascoli

Alessandro Bernini
<b>FLASH DA NOVARA. </b>A sinistra Salviato cerca un varco tra Rubino e Bertani del Novara, al centro uno stacco di testa di Danilevicius che per l&#146;occasione &egrave; stato anche capitano, a sinistra Surraco tenta una ripartenza
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FLASH DA NOVARA. A sinistra Salviato cerca un varco tra Rubino e Bertani del Novara, al centro uno stacco di testa di Danilevicius che per l’occasione è stato anche capitano, a sinistra Surraco tenta una ripartenza

Per ora Spinelli conferma la fiducia, ma la prossima trasferta sarà decisiva

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 LIVORNO. Fiducia a Pillon. Perché la squadra è giovane e perchè il cammino del Livorno è stato segnato da sfortuna e diversi errori arbitrali. Ma è una fiducia a tempo, come avviene (inevitabilmente) per gli allenatori che non vincono. Ascoli è già una tappa decisiva.  Tifo per Pillon. Spinelli e Signorelli hanno fatto il punto della situazione, col presidente che ha ribadito le perplessità in primis sulla tenuta atletica del Livorno.  Su una cosa entrambi concordano: la speranza è che il cambio di marcia avvenga con Bepi Pillon in panchina. Spinelli e Signorelli lo stimano sia come allenatore che come uomo, è stata la prima scelta estiva e sarebbe come rinnegare se stessi. Per questo si è deciso di confermare la fiducia a Pillon, e ora si cercherà anche di spronare i giocatori puntando su una reazione d'orgoglio.  Vedi Ascoli e poi... È chiaro però che la trasferta di Ascoli (si gioca venerdì, in anticipo, alle 20.45) diventa una tappa decisiva per Pillon. Inutile nasconderlo: un'altra sconfitta potrebbe costare la panchina al tecnico. Sei punti in sei partite sono bottino magrissimo per una squadra partita con le ambizioni del Livorno, e un altro passo falso sarebbe difficilmente digeribile da Aldo Spinelli.  Il calendario. Se una sconfitta potrebbe costare la testa a Pillon, un pari invece potrebbe "regalare" al tecnico la chance di giocarsi il trittico di partite (in sette giorni) immediatamente successivo: Livorno-Cittadella, Varese-Livorno (di mercoledì) e Livorno-Torino.  I problemi. Ma che sta succedendo al Livorno? Le ultime due partite sono state davvero un brusco passo indietro: col Portogruaro un solo tiro in porta e in pieno recupero, con il Novara almeno 8-9 nitide palle-gol concesse agli avversari. Il tutto a dimostrare che i problemi non sono in un singolo reparto, ma si manifestano quasi ad altalena in base al tipo di resistenza che oppone l'avversario: il Portogruaro difendeva e il Livorno non trovava sbocchi, il Novara attaccava e il Livorno non riusciva a far diga.  Il dato di fatto che sta emergendo è che quando il Livorno subisce un gol, va in tilt. La difesa del Livorno è stata perforata in tre occasioni: col Sassuolo e col Novara è stato l'inizio della fine (0-4, 1-4), contro il Siena il pari bianconero è invece arrivato nel finale quando ormai c'era pochissimo da giocare e così siamo rimasti sull'1-1.  A questo Livorno manca personalità, come ha ammesso anche Pillon. Mancano uno-due giocatori che nei momenti di crisi alzano la voce e prendono per il colletto qualche compagno.  L'aiuto. In questo momento è importante che i tifosi restino comunque vicini alla squadra. Un gruppo giovane e in cerca di personalità potrebbe accusare fischi o contestazioni. Cerchiamo insomma di rialzare la testa tutti insieme.

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