Gioco
Salviato giura sul Livorno
Fabrizio Pucci
«Aveva ragione Grauso: questa è la piazza giusta»
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TIRRENIA. «Il mio ex allenatore Costacurta diceva che ho poco più di vent'anni all'anagrafe, ma di testa ne dimostro quaranta». Simone Salviato, il poderoso terzino destro amaranto si presenta con questa fotografia che gli ha scattato l'ex milanista ai tempi del Mantova. In effetti questo ragazzone di Padova analizza il suo momento e quello della squadra da navigato allenatore. «Siamo usciti da Vicenza con l'amaro in bocca. Il rammarico c'è, inutile negarlo. Abbiamo avuto più occasioni di loro e il gol di Dionisi era buonissimo. In campo Luci mi ha detto che la decisione di Candussio è stata incredibile. Anche Pillon era arrabbiato per questo. Non avremmo firmato per il pari prima di giocare, figuriamoci dopo alla luce dell'episodio che poteva darci i tre punti. Al 'Menti' sarà dura per tutti ma la vittoria per una squadra ambiziosa come la nostra non doveva sfuggirci». Cartellino rosso. Intevitabile parlare anche della sua espulsione: «Il primo fallo era da giallo. Il secondo no. Ho cercato di spiegare che l'intervento che ha determinato il mio allontanamento era un normale contrasto spalla contro spalla. Solo che io sono un metro e novanta e Giacomo Tulli uno e sessanta. Era normale che volasse via. Chiedo scusa ai compagni. Ho rischiato di metterli in difficoltà negli ultimi dieci minuti». Squadra in evoluzione. Il terzino parla della crescita del Livorno: «Ci mancano i punti della prima partita. Da quella serata maledetta in cui abbiamo incassato tanti gol in pochi minuti abbiamo lavorato molto sulla fase difensiva. Perché la serie B la vincono le squadre che là dietro concedono pochissimo e poi il nostro attacco è fortissimo e il golletto ci scappa quasi sempre. Dopo il Sassuolo abbiamo subito una sola rete, e su calcio da fermo. E' un dato molto positivo». Bella Livorno. Salviato si sofferma anche sul suo impatto con la realtà livornese: «Sapevo tutto della piazza perché me ne ha parlato in termini entusiastici Ciccio Grauso. Mi ha detto che la nostra tifoseria non ha eguale ed è vero. Poi è normale che quando le cose non filano per il verso giusto la gente non ti aiuti come vorresti, ma se dai tutto i livornesi di prendono in spalla e ti portano in trionfo. Ecco. La mia filosofia si sposa bene con quella dei nostri tifosi: quando esci dal campo devi essere esausto altrimenti hai dei rimpianti». Motore diesel. L'ex giocatore del Mantova poi fa autocritica e spiega perché in questa fase della stagione è a carburazione lenta nell'arco della partita: «Ne ho parlato con il preparatore. Al momento non sono il Salviato che conosco. In condizioni normali posso fare su e giù per il campo trenta volte. In questa fase invece mi gestisco perché in ritiro siamo stati sottoposti a carichi di lavoro pesanti e per uno della mia stazza è più faticoso smaltirli. Sono un motore 1400 natural power. Così adesso esco alla distanza e curo di più la fase difensiva, quella in cui devo migliorare. Da centrocampo in là ci so andare perché io ero un'ala destra alta e sono stato arretrato solo negli ultimi tre anni, da quando gioco in B». Incognita Portogruaro. «Non l'abbiamo ancora studiato - afferma Salviato - perché siamo all'inizio della settimana. Tre punti con i veneti non sono fondamentali: di più. Se vogliamo stare nelle parti alte della classifica non possiamo fallire. Ricordiamoci che siamo il Livorno».
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