Toscana
Dionisi, che rabbia per il gol annullato
dal nostro inviato
Bernardini: «Sono contento: è un altro passo avanti collettivo»
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VICENZA. Un punto, poche emozioni. Ma la classifica si muove, e in questa serie B infinita alla quarta giornata non si può star tanto a sottilizzare. Federico Dionisi e Alessandro Bernardini sono due rappresentanti della classe 1987 amaranto, che al "Menti" ne ha mandati in pista altri tre. Cioè Salviato, Surraco e Schiattarella. Bernardini era al debutto, "Dio" cercava il terzo gol stagionale. Il difensore - schierato per l'indisposizione di Knezevic - ha risposto senza timori. «Il mister mi ha fatto giocare da centrale, la posizione ideale per me. L'anno scorso sono stato utilizzato a volte da terzino, e se devo farlo non ci sono problemi, però è da centrale che penso di rendere al meglio. Anche se pur di giocare, come ho già detto, farei anche il portiere...». Un punto guadagnato oppure due persi? Alessandro Bernardini non ha dubbi: «Pensiamo positivo. Nel primo tempo siamo stati un po' compassati, anche se la squadra ha tenuto bene, poi nella ripresa il Livorno è cresciuto, mi è piaciuto di più come atteggiamento. E' vero, non abbiamo segnato, però sono convinto che la ruota girerà anche a nostro favore. Il gol annullato a Dionisi? Dal campo tutti abbiamo avuto la sensazione che fosse buono. Arbitro e assistente dopo qualche dubbio hanno detto no. Peccato, ma ci rifaremo. L'importante ora è trovare continuità di risultati». Abbruscato e Baclet con la museruola, nessuno dei due ha creato grandi problemi. «Sono due giocatori di alto livello per la categoria - il pensiero di Bernardini - e, come reparto, siamo riusciti a contenerli bene. Sono contento, per il Livorno e anche per la mia prestazione». Federico Dionisi è rimasto a secco. Al 33' st in realtà aveva segnato, ma Candussio e l'assistente Paganessi hanno detto "niet". «Ho parlato col guardalinee e mi ha confermato di essere rimasto nel dubbio, anche se per lui forse con il busto ero avanti rispetto a Schiavi, l'ultimo difensore. Ci resta il rammarico di non aver vinto, dopo un inizio sottoritmo e un secondo tempo migliore forse ci è mancato un pizzico di cattiveria in più sotto porta». La solita partenza diesel del Livorno di Bepi Pillon. C'è un perché? Dionisi non cerca alibi. «Il caldo non deve essere una scusante - dice il bomber di Rieti - il problema è che loro mettevano dentro tante palle lunghe e noi non riuscivamo a ripartire. E' andata meglio dopo l'intervallo, quando sono aumentati gli spazi a disposizione. Anche se in qualche occasione, se fossimo stati più cattivi, un gol si poteva anche segnare. E' un pareggio che ci va stretto, però bisogna guardare avanti e pensare alla prossima tappa di questo campionato lunghissimo. Siamo alla quarta di 42 partite, niente paura». R.M.
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