Spinelli arriva al Coni e vede il sole
Fabrizio Pucci
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AL CONI. Da sinistra Signorelli, Galli, Spinelli e Siri. A fianco il presidente osserva la seduta Elogi alla squadra, poi chiama Pillon: «Bravo mister, bell'allenamento»
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LIVORNO. Vacanze finite. Per tutti. Anche per il presidente Spinelli che, lasciata la clinica del dottor Chenot a Merano dove ha soggiornato per il tradizionale "tagliando" di fine estate, ha sentito il richiamo della foresta e si è presentato al Centro Coni per seguire l'allenamento della squadra. Evento che non si verificava da molti mesi. Pomeriggio radioso. Il pres è parso in forma smagliante. Disteso e sorridente. Polo bianca e jeans, ha seguito la seduta in compagnia del fido Silvano Siri e del ds Elio Signorelli. Presente anche il dg Giovanni Gardini. Spinelli è rimasto in piedi sulla pista di atletica e ha osservato con attenzione le evoluzioni del gruppo agli ordini di Pillon, poi si è intrattenuto per una buona mezz'ora a parlare fitto con il procuratore Beppe Galli, agente degli amaranto Bencivenga, Lambrughi e Salviato e anche del centrocampista svincolato Nicola Mingazzini. Probabile che i due abbiano parlato di mercato. Sicuramente, prima di salutarsi hanno commentato i due punti persi dal Livorno con il Siena: «Era una partita vinta - ha detto Spinelli - e invece è andata male». Impressioni di settembre. Prima di lasciare Tirrenia, il presidente si è complimentato con Pillon: «Bravo mister, ho visto davvero un bell'allenamento». Poi è scattato addirittura l'abbraccio accademico: «Avanti così». Raggiante il tecnico veneto che ha proseguito il lavoro con il cuore nello zucchero. «Nell'ultimo periodo parlo poco - ha sorriso Spinelli - e forse il silenzio porta fortuna... Comunque andiamo avanti su questa strada. Pare che vada tutto bene così anche se siamo solo all'inizio». Tre frasi prima di salire a bordo della Bentley nera guidata da Siri e dirigersi verso Genova. La partitella. Bianchi contro arancioni. Si è giocato senza portiere nella parte di allenamento che è stata seguita dal presidente. Queste le formazioni. Quella che potrebbe avvicinarsi all'undici da opporre al Vicenza era composta da Salviato, Bernardini, Perticone, Lambrughi, Surraco, Luci, Iori, Schiattarella, Dionisi, Tavano. Di fronte gli sparring partner: Bencivenga, Miglionico, Di Bella, Pieri, Pagano, Prutsch, Barusso, Lignani, Cellerino, Danilevicius. Assenti Knezevic alle prese con un fastidioso affaticamento muscolare e Volpato, messo ko dal classico colpo della strega. Lezione di tattica. Pillon ha affinato gli schemi offensivi, suggerendo agli attaccanti di andare incontro al pallone. Uno doveva avvicinarsi al centrocampista in possesso di palla, per raccogliere il passaggio e spizzare di testa o giocare di sponda per l'inserimento del compagno di reparto o degli esterni. Nel 4-4-2 sono determinanti proprio i cursorsi di fascia e allora Pillon ha chiesto un sacrificio supplementare ai terzini chiamati a sovrapporsi con le ali. Inoltre Pillon vuole riproporre anche al 'Menti' il canovaccio tattico della partita con il Siena: tanta corsa e pressione sul portatore di palla avversario. Un atteggiamento aggressivo che deve cominciare dagli attaccanti chiamati a stare alti sui passaggi di uscita dei difensori altrui. L'allenamento si è concluso una lunga sessione di tiri dalla distanza e di simulazione di azioni di calcio d'angolo, perché le palle inattive possono essere decisive come (tristemente) sperimentato con il Siena.
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