Il Tirreno

Livorno

Bufera Fides: Bichisecchi si dimette, anzi no

Mario Orsini
<b>STAFF.</b> Il gruppo del Fides, Andrea Bichisecchi &egrave; il secondo da sinistra
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STAFF. Il gruppo del Fides, Andrea Bichisecchi è il secondo da sinistra

Assemblea infuocata sul caso-Vannini. «Mi hanno aggredito, ho detto che lascio ma...»

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 LIVORNO. Una tempesta di fine estate. L'assemblea aperta a tutti i frequentatori del Circolo Fides, genitori compresi, di mercoledì sera, si è trasformata, in alcuni momenti, in un'autentica bolgia. Ma lasciamo la parola al presidente Andrea Bichisecchi: «Nel comunicare che il consiglio direttivo non aveva riconfermato nel suo ruolo il maestro Vannini, un gruppetto di genitori dei soci minorenni ha perpetrato una vera e propria aggressione verbale nei miei confronti, aggressione per la quale mi riservo di tutelarmi nelle dovute sedi».  Bichisecchi aggiunge: «Mi hanno impedito per oltre 2 ore di spiegare all'assemblea i motivi del mancato rinnovo della collaborazione con Vannini. Motivi che sono esclusivamente dettati dall'incompatibilità tra il ruolo dallo stesso assunto nella Sezione giovanile Fiamme oro, dai comportamenti dello stesso, messi in essere ad agosto e con quello già assunto nel nostro Circolo. Incompatibilità che al maestro Vannini era già stata fatta presente prima della decisione del 27 agosto, in una riunione tenutasi il 2 agosto con il Consiglio nella quale a Vannini era stato puntualmente contestato il suo operato. Vista l'impossibilità di poter proseguire la mia esposizione in assemblea, ho espresso la volontà di rimettere il mio mandato nell'unica sede statutaria legittima ovvero l'Assemblea dei Soci, e non certamente nel contesto della riunione».  Dunque Bichisecchi dice addio al Fides? Calma, la storia non è finita. «Gli attestati di stima immediatamente ricevuti dalla maggioranza "silenziosa" dei presenti - aggiunge il presidente del Fides - il conforto ricevuto da tutti i membri del comitato, le parole di Giulio Paroli, che mi ricordava l'impegno che ho assunto davanti alla Federazione e alla città di Livorno, per l'organizzazione dei prossimi Campionati Italiani Assoluti, gli altrettanto numerosi attestati di solidarietà, mi consigliano di prendermi una pausa di riflessione, dopo aver ascoltato il giudizio di tutti i soci effettivi su di una decisione presa sull'onda dell'emotività».  Ed ecco il prossimo passo: «Ho quindi ritenuto di convocare per la prossima settimana, l'assemblea dei soli soci del Circolo, chiamata ad esprimersi in modo corretto e civile, com'è nella centenaria tradizione del nostro Circolo, sull'operato e sulle scelte tecniche operate dal consiglio direttivo».  E Vannini cosa fa? Per adesso ha ringraziato a chi gli ha espresso solidarietà. Poi parlerà: «Prima, però, devono essere affrontati una serie di passaggi istituzionali con i miei superiori della Polizia di Stato», ci ha detto pochi giorni fa.  I prossimi scenari? Una riconciliazione tra le due "fazioni" è forse un'utopia. Marco Vannini, ha tanti estimatori non solamente a livello cittadino, tra loro, tanto per volare alto, Salvatore Sanzo, il maestro Di Ciolo. Ma anche dall'altra parte coloro che hanno plaudito non sembrano pochi.  Insomma, siamo di fronte ad una bella guerra tra novelli "Bianchi e Neri" o "Guelfi e Ghibellini" in versione labronica. «Mio nonno e gli avi del Fides si staranno rivoltando nella tomba», afferma il maestro Athos Tanzini. Uno che, dopo un periodo di silenzio stampa, si toglie qualche sassolino dalla scarpa perché il primo a non vedersi rinnovare a luglio il contratto è stato lui. Le ragioni? «Un anno fa discussi pesantemente con Vannini e, a primavera, con il presidente quando fu deciso di non inserire Giulia Baldini nella squadra mista ai campionati italiani. In seguito a questa decisione Giulia, si dimise dal Fides e a me fu comminata una sospensione di 10 giorni».  Per la cronaca Giulia Baldini insieme a Beatrice Monaco e Deborah Mosca, a mezz'estate si sono trasferite al ClubScherma del maestro Paolo Paoletti. «Qui - aggiunge Tanzini - faranno lezione con me, ovviamente senza alcun compenso per il sottoscritto».  «C'è tanta amarezza - aggiunge Tanzini - perché stanno mettendo in ridicolo la nostra società, quella cui sono attaccato, grazie a nonno. Si dice che la scherma è uno sport nobile. Io, però, di nobile, in casa Fides, ultimamente ho visto ben poco».

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di Redazione web