Il Tirreno

Livorno

«È un Livorno che mi piace»

Alessandro Bernini
<b>FLASH.</b> Pillon con Perticone, sotto Lambrughi, a destra Dionisi
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FLASH. Pillon con Perticone, sotto Lambrughi, a destra Dionisi

Pillon elogia i suoi. «I nuovi? Barusso quasi pronto, Volpato no»

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 LIVORNO. Il risveglio ti lascia un po' di amaro in bocca. Perché eravamo a un passo dall'impresa, a un passo dallo schiacciare lo schiacciasassi. E invece i tre punti sono usciti dal pentolone come vapore, colpa del solito episodio su calcio piazzato che sta diventanto una triste film già visto.  Eppure resta l'idea di un bel Livorno, combattivo, che non tira indietro la gamba ma non ha ancora la massima autonomia atletica.  «Noi ci siamo». Pillon fa bene a vedere il bicchiere mezzo pieno. «La forza del Siena era nota a tutti, eppure non ci hanno mai messo in difficoltà. Ho rivisto anche l'azione del gol, e resto perplesso sulla posizione di Larrondo. A parte questo, sono contento della prova dei ragazzi, hanno dimostrato forza di volontà e ho visto dei buoni passi in avanti».  In queste prime giornate tutti siamo alla ricerca di piccole certezze per una grande domanda: il Livorno può lottare per la promozione in serie A? Pillon sorride: «Voglio arrivare a marzo con la squadra lì, nel gruppone delle prime. E allora sono sicuro che ci divertiremo...».  Caso-Miglionico. Sembrava pronto, in rampa di lancio. Invece Martin Miglionico contro il Siena non era neppure in panchina. Che cosa è successo? Lo rivela Pillon chiarendo bene la situazione. «Partiamo da un presupposto: per me Miglionico sarà un giocatore importantissimo per questo Livorno, ne sono convinto. Detto questo, lui in settimana aveva avuto un po' di febbre, non si era allenato al meglio, e quando faccio le valutazioni sulla formazione devo tener conto di chi ha lavorato al massimo, come successo ad esempio per Bernardini. Oltretutto Miglionico viene da un lungo infortunio, per cui dobbiamo stare attenti e metterlo dentro al momento giusto. Il tutto, lo ripeto, con la certezza che Miglionico sarà un uomo fondamentale per la squadra».  Volpato lontano. Adesso aspettiamo anche Barusso e Volpato. Gli ultimi arrivati, i rinforzi last minute. Ma i due sembrano avere una situazione ben diversa e lo rivela Pillon. «Barusso sta abbastanza bene, spero che ci possa dare una mano presto. Volpato invece è decisamente indietro, avrà bisogno di tempo». Il che significa che per ora la migliore alternativa sarà ancora Tomas Danilevicius.  Soldi, soldi, soldi... Un'ultima considerazione sulla partita di domenica sera. Nel finale Antonio Conte si è permesso il lusso di mettere dentro Larrondo e tenere Reginaldo in panchina, mentre il povero Pillon ha sostituito lo stanco Dionisi con l'impresentabile Cellerino. Poi ci raccontano che nel calcio contano le idee e non i soldi...  

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di Redazione web