Il Tirreno

Livorno

Peccato, questo Livorno meritava di più

Alessandro Bernini

Un gran gol di Dionisi non basta per battere il Siena che recupera allo scadere

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 LIVORNO. Tredici anni e siamo ancora lì. Con il Siena che arriva a Livorno e raccoglie sempre qualcosa, anche solo un punticino, anche rubacchiato, come questo messo in saccoccia al 41' del secondo tempo con un gollonzo dell'argentino Larrondo.  La pazza esultanza di Conte, con salti al cielo e mani nella folta chioma ricostruita, sono il simbolo di quanto il Siena se la sia vista brutta. Squadra nata per vincere ma che a Livorno ha solo rischiato di perdere.  Perchè la squadra di Pillon meritava i tre punti, meritava di conservare lo splendido gol di Dionisi al 17' del primo tempo. Si dirà che il Livorno è calato nel secondo tempo: vero, ma di fronte c'era una squadra costruita spendendo milioni e milioni di euro. Piuttosto ci piace stringere la mano a una squadra, quella amaranto, che se l'è giocata come i veri pugili, quelli che hanno un tempo per colpire e uno per chiudersi, gestire il match.  La zampata. Dicevamo del Livorno. Travolgente nella prima mezzora, trasicinato dalle giocate di Dionisi, dalla pazza corsa di Schiattarella, dalla regia di Iori, dalle zampate di Dionisi. E proprio su un'azione con questo stampino è arrivata la rete al 17': discesa sulla destra di Surraco, cross perfetto, stacco in cielo di Dionisi e palla a gonfiare la rete. Un grande gol.  Il silicone. È chiaro, il Livorno non poteva reggere quei ritmi indiavolati per tutta la partita. Pillon lo sapeva, e così ha preso bostik e silicone piazzandoli a tutti gli angoli del suo 4-4-2. Perticone e Knezevic a ringhiare sulle caviglie di Mastronunzio e Calaiò, Lambrughi e Salviato piantati dietro, cerniera robusta in mezzo, Tavano e Dionisi davanti per le ripartenze.  Nel secondo tempo il Siena ha alzato ritmi, Conte ha messo dentro Kamata a sinistra e Larrondo al centro dell'attacco, ma la pressione è stata a lungo sterile. Poi la zampata, micidiale, a sorpresa, quando mancavano solo 4' al the end: punizione di Codrea, stacco di testa di Larrondo, palla nell'angolino con De Lucia che tocca ma non trattiene.  Conte-show. Si sa, Antonio Conte non è allenatore banale. Bravo, ma anche un po' fenomeno nelle sue scelte. Così all'inizio ha provato una mossa che si era rivelata un bel regalino al Livorno: Sestu in carriera ha sempre giocato esterno, Conte invece l'ha piazzato in mezzo al campo a fianco di Carobbio (con Codrea in panchina) dove non ha mai trovato posizione annaspando su Iori. E infatti il Livorno ha subito preso in mano il centrocampo, con Schiattarella che a volte si accentrava per creare superiorità. L'assenza di Vergassola e del giovane Bolzoni non bastano a spiegare un tale azzardo. Poi per Conte la situazione è precipitata quando dopo 11' si è fatto male anche Carobbio (guai muscolari) e infatti dopo pochi minuti è arrivato il gol del Livorno.  

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di Redazione web