Gioco
Il tifo non si mobilita, ma lo zoccolo duro resiste
Lo stadio rimane tiepido Però erano in settemila
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LIVORNO. Zero bandiere e zero striscioni. Al centro della curva uno spazio vuoto. Nella nord c'è solo una gigantografia di Simone Talani, il giovane tifoso del Livorno che ha perso la vita in un incidente stradale all'alba dell'11 luglio. Zero bandiere, zero striscioni, ma decibel a profusione. Discreto il colpo d'occhio. Il blitz di Bergamo ha fatto passare in secondo ordine la figuraccia con il Sassuolo. C'è il Siena, ci sono i senesi, non esattamente una squadra e una tifoseria da oscar della simpatia. Evidentemente basta per scladare le ugole. Poi il Livorno piace. E' diligente, si sbatte. Il Siena soffre specie nei primi venti minuti. E l'incoraggiamento è incessante. Surraco volta sulla destra, centra per Dionisi, colpo di testa e gol: l'Ardenza esplode. Sono lontani i tempi dello stadio pieno, delle code per entrare. Ci sono spalti vuoti ai lati della gradinata e nelle curve si sta larghi, ma lo zoccolo duro si fa sentire. Nel secondo tempo in campo infuria la battaglia. Il Livorno resiste. Poi capitola a 5' dalla fine per via del gollonzo di Larrondo che segna al primo pallone toccato. L'incantesimo che dura tredici anni non si spezza. Ma è pace fatta con la squadra. Bastava poco: impegno, dedizione, voglia. Resta l'amaro in bocca. Resta una lunga notte insonne davanti. La bestia nera ha colpito ancora. F.P.
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