Gioco
Il grazie di Vannini «La gente mi stima? Io sono corretto...»
Mario Orsini
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PASSATO & FUTURO. Vannini e sotto Pierucci 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Con il fioretto e la sciabola in mano sono imbattibili. Nessuno ha vinto quanto i nostri spadaccini nel mondo. Però anche come litigiosità non sono niente male. Quattro circoli schermistici per una città di 160mila anime, francamente, ci sembrano un po' troppini. Il caso-Vannini scoppia il 27 agosto. Il consiglio direttivo del Fides decide di non rinnovare il contratto, scaduto il 30 giugno, al maestro Marco Vannini. Ufficialmente per il ruolo, ritenuto incompatibile, di responsabile del gruppo giovanile delle Fiamme Oro, con sede presso la Polizia sul viale Boccaccio. Fin qui tutto normale per un comune maestro. Una società ha il diritto di fare ciò che vuole. Marco Vannini però non è un maestro qualsiasi. Fino a quel momento è stato il responsabile del fioretto, del glorioso circolo di via Allende. Inoltre, cosa non trascurabile, ha tanti amici in giro per il mondo. Alle Olimpiadi di Pechino era a fianco del suo amico Salvatore Sanzo. Come maestro, inoltre, è un vincente: con i più piccoli ma anche con i più grandicelli. Le ultime performance sono di una ventina di giorni fa alle Olimpiadi Giovanili di Singapore. Sulle due medaglie d'oro di Edoardo Luperi, ognuno può pensarla come crede, c'è il marchio di fabbrica di Marco Vannini, che ha preparato il suo campioncino, tecnicamente e psicologicamente come meglio si può per quell'appuntamento con la storia. Per non lasciare niente al caso, Vannini, nel mese di luglio, ha portato Luperi anche ad allenarsi, ossigenarsi e prepararsi psicologicamente, in quota a Moena insieme a Tommaso Lari. Ed Edoardo Luperi, che adora il suo maestro, appena ha avuto le medaglie al collo e un microfono davanti ha dedicato i suoi successi a mamma, babbo e appunto Marco Vannini. Le attestazioni di stima, nei riguardi del maestro Marco Vannini, appena saputa la notizia della sua defenestrazione, sono giunte anche al nostro giornale in una lettera accompagnata da una trentina di firme di genitori del Fides. Una lettera che ha riempito di gioia il maestro. Basta ascoltarlo. «Sono lieto della vicinanza che mi ha dimostrato e mi sta dimostrando tanta gente. I genitori con le loro belle parole evidentemente hanno apprezzato, quanto di buono ho seminato, sotto il profilo tecnico ma soprattutto umano. Questo mi rende sereno con la coscienza perché oltre ad essere un bravo maestro, a livello agonistico e sportivo, ho avuto sempre un comportamento morale ed etico, come mio stile, ineccepibile». Sulla decisione assunta dal direttivo del Fides, sul suo mancato rinnovo del contratto, invece, glissa e rimanda la questione. «E' prematuro parlarne. Prima devono essere affrontati una serie di passaggi istituzionali con i miei superiori della Polizia. Poi farò sentire il mio punto di vista».
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