Gioco
«Ora basta con i casi-Surraco»
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CONI. Una foto darchivio di tifosi al Centro Coni di Tirrenia Gli ultrà si presentano al campo e parlano alla squadra
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LIVORNO. L'incidente stradale occorso a Juan Ignacio Surraco nella notte tra domenica e lunedì non è passato inosservato ai tifosi. Alcuni di loro (più di una decina) sono entrati in campo ieri pomeriggio sul "centrale" del Centro Coni mentre la squadra si stava allenando. Scene già viste nella scorsa primavera quando gli amaranto stavano scivolando in serie B senza alcuna apparente reazione. Toni accesi, almeno inizialmente: «Dov'è Surraco?» ha gridato qualcuno. Poi lo scambio di idee. Un faccia a faccia breve tra il gruppo dei calciatori e quello dei tifosi. Cinque minuti al massimo. Decibel sul terreno di gioco: «Se vi vediamo in giro dopo le undici di sera vi portiamo a casa noi». Un richiamo deciso, ma civile ai giocatori a cui è stato richiesto un comportamente irreprensibile fuori dal campo e il massimo impegno nelle partite di campionato. La retrocessione della passata stagione è una ferita ancora aperta soprattutto per il modo in cui si è concretizzata: con poca dignità e tanto rossore per la vergogna e l'imbarazzo dovuti a prestazioni senza carattere. Dopo il faccia a faccia i tifosi se ne sono andati e non hanno seguito il prosieguo della seduta. Mentre si allontanavano si è sentito anche un "in bocca al lupo" che sa tanto di pace fatta. O forse di tregua. Domenica arriva il Siena. Serve una superprestazione per battere i bianconeri. Serve anche l'aiuto dei tifosi. Nella speranza che certe disavventure extracalcistiche non vedano più protagonisti i giocatori amaranto. (F.P.)
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