Gioco
Presentato lattaccante, prelevato a titolo definitivo dal Bari. «Appena chiamato, ho detto di sì»
Volpato, il primo colpo di testa
Fabrizio Pucci
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PRIMO GIORNO. Rey Volpato durante la presentazione di ieri, con la nuova maglia amaranto e insieme al tecnico Bepi Pillon «Ora o mai più: sono a Livorno per la svolta della mia carriera»
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LIVORNO. Un corazziere alla corte di Pillon. Rey Volpato, faccia pulita, fisico aitante è la prima punta che il tecnico cercava per rinforzare l'attacco. L'ex giocatore del Gallipoli (che ha scelto il numero 32) arriva a Livorno con entusiasmo e motivazioni: «Sono felicissimo di essere qui - dice - e non sono parole di circostanza. Con la maglia amaranto ho la possibilità di esprimere il mio valore». Alle spalle di Volpato c'è poco passato, ma tanta sfortuna. Davanti, se riesce a tornare ai livelli di quando giocava nella Juventus, ha un'autostrada: «Ora tocca a me. Ho l'età dalla mia parte. Ho voglia di dimostrare chi sono e di mantenere le promesse. Per me questo è un anno decisivo. Nella mia breve carriera ho toccato il massimo con le giovanili nella Juve, la serie A, poi sono sceso. Non è stato piacevole, ma le disavventure hanno formato il mio carattere. So che in questa squadra la concorrenza è agguerrita e che il posto da titolare non è garantito, ma mi metto a disposizione e farò di tutto per conquistarlo». Due anni fa Piacenza, l'anno scorso l'esperienza-choc di Gallipoli. Dalla lotta per la sopravvivenza, Volpato arriva al Livorno, piazza importante e società finalmente ambiziosa che punta al massimo traguardo, anche se Spinelli preferisce il profilo basso. Insomma, quello amaranto è un treno su cui il ragazzo di Dolo è salito ad occhi chiusi: «È così - ammette Volpato - perché soprattutto nell'ultimo anno ne ho viste di tutti i colori. Al Gallipoli la società era un disastro: completamente assente. Fortuna che il gruppo era formato da uomini veri e abbiamo cercato di dare il massimo nonostante alcuni ragazzi non arrivassero a fine mese. In maglia giallorossa ho giocato nove partite consecutive poi ho accusato una piccola distorsione e mi sono fermato anche perché il campionato era finito e la retrocessione quasi certa. Ora si apre un capitolo nuovo a Livorno. Darò tutto per far bene. Appena ho saputo che gli amaranto mi cercavano ho dato il mio assenso al trasferimento. Sono ambizioso. Esattamente come la squadra. Guai a non esserlo specialmente in una città». Finito l'incubo l'Gallipoli per Volpato se ne è subito materializzato un altro al Bari: «Negli ultimi due mesi mi sono sempre allenato sebbene fossi fuori rosa. L'impegno non è mai mancato anche se si finisce per pagare sempre qualcosa dal punto di vista della concentrazione quando si sa di non far parte di un progetto». Difficile ipotizzare un suo impiego domenica sera contro il Siena, una sua ex squadra: «Non sono esattamente in peso forma ma molto vicino. Di certo devo lavorare ancora un po' per mettermi al pari degli altri». E' carico, Volpato, ma anche umile quando si rivolge ai tifosi: «A loro chiedo di sostenerci perché la loro spinta è fondamentale. Dal punto di vista personale devo solo far parlare il campo». Rey non si ispira a nessun calciatore in particolare: «Non ho idoli. Dicono che assomiglio a Vieri. Di sicuro sono una prima punta che si fa valere soprattutto nel gioco aereo, ma cerco di fare di tutto. Poi molto dipende dal modo di giocare della squadra e da come mette gli attccanti in condizione di far male agli altri». Questo ex ragazzo prodigio della Juve conosce ormai tutta la Toscana: «Sono stato a Empoli, Siena e Arezzo. Proprio con quest'ultima squadra ho vissuto la mia stagione migliore. Mi mancava Livorno».
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