Gioco
Livorno, via agli abbonamenti
Renzo Marmugi
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TRIGLIA CARD. A sinistra la tanto discussa tessera del tifoso e (sopra) unimmagine dellabbonamento per il campionato 2010-2011 Ma gli ultras dicono no: «Compreremo il biglietto a ogni partita»
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LIVORNO. C, come conferenza stampa e contestazione. Allo stadio, all'ora dell'incontro con i media cittadini per presentare la nuova campagna abbonamenti del Livorno, arrivano anche i tifosi: ci sono quelli dei club organizzati e una delegazione dei ragazzi della nord. In piedi reggono un lungo striscione bianco: «Non abbonarti - No alla tessera del tifoso». La firma è "Curva nord 1915", mentre i "Visitors" distribuiscono ai presenti un volantino che spiega e motiva le ragioni di un no annunciato da sempre. La premessa. Al tavolo delle interviste ci sono il direttore generale amaranto Giovanni Gardini, seduto in mezzo a Massimiliano Casali (responsabile della biglietteria) e a Simone Sevieri, rappresentante della Logicap, la società incaricata dal Livorno di confezionare la tanto vituperata carta, qui ribattezzata col nome di "Triglia card". A rompere il ghiaccio (bollente) è lo stesso Gardini: «Ci scusiamo - dice l'uomo in Jaguar - dell'inizio ritardato della campagna abbonamenti: quando retrocedi la passione viene meno, ma i tifosi sono un bene primario della società e noi abbiamo il dovere di portarli allo stadio. Per questo i prezzi stabiliti sono simili a quelli di due anni fa, nel campionato che poi diventò una cavalcata trionfale verso il ritorno in serie A». Gli altri. Simone Sivieri illustra ai presenti come si potrà utilizzare la "triglia card" («Ricordo che la tessera del tifoso è obbligatoria per chi vorrà sottoscrivere l'abbonamento e per seguire la squadra in trasferta nel settore ospiti; inoltre garantirà convenzioni e benefit che saranno attivati dal Livorno calcio attraverso i suoi sponsor ed è una carta prepagata gratuita da usare nel circuito bancario e per i pagamenti vari»), mentre Massimiliano Casali spiega i dettagli della campagna 2010-2011 (chi sottoscrive un abbonamento avrà uno sconto medio del 50%) e illustra i prezzi dei biglietti per la prossima stagione. Poi scattano le domande. I tifosi. Gli ultras, già in subbuglio per la vicenda del bar stadio, non si fanno pregare. «Non vogliamo essere schedati, noi come tanti altri in Italia non faremo l'abbonamento. Per questo chiediamo prezzi più popolari per ogni singola partita», dicono in sostanza uno dopo l'altro. Giovanni Gardini risponde con pacatezza: «Non è questa la sede per parlare con voi, ma ci incontreremo e cercheremo di trovare una soluzione». Poi arriva il rompete le righe, la conferenza stampa si scioglie. Ma fuori dallo stadio i capannelli proseguono. Il decreto Maroni continua a essere peggio di un ovo sodo: non va né su e né giù.
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