Gioco
Il tecnico contento del ritiro e della location. Su Amoroso: mi ha deluso
«Contento della reazione»
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TECNICO. Giuseppe Pillon allenatore del Livorno Pillon: loro più brillanti, ma non abbiamo mollato
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MONTEPULCIANO. Bepi Pillon, il baffo che sorride. «Nel secondo tempo si è vista la reazione del Livorno - dice il mister - e sono contento. Sapevamo di essere più indietro, loro erano più brillanti e noi invece più fermi a causa dei carichi di lavoro. Dopo l'intervallo siamo venuti fuori, e questo è un buon segnale, anche se il risultato in queste partite non conta. Ora dobbiamo andare avanti, proseguire sulla nostra strada, impegnarci a fondo». Poi un flash sui singoli: «Parravicini ha un po' stentato, ma in un giocatore rimasto fermo per tanto fermo era una cosa prevedibile; Lambrughi nel primo tempo ha sofferto perché stava un po' staccato da Gomes, poi si è ripreso bene, l'intesa Tavano-Dionisi funziona. Abbiamo preso due gol stupidi, però siamo riusciti a creare molte occasioni e soprattutto a dimostrare carattere e voglia di reagire». Il ritiro. Dopo pranzo, nel parco dell'Admiral hotel, il mister aveva fatto il punto della situazione. «Il campo è molto bello, siamo ospitati nel modo migliore, stiamo lavorando bene. Questo periodo serve per mettere benzina nel motore perché la serie B è una maratona di 42 giornate, e solo chi arriva ad aprile con le energie giuste conterà nella volata finale. La dote fondamentale si chiama continuità, per questo non aspettatevi un Livorno subito brillante. Verso la sesta-settima giornata si cominceranno a vedere le nostre possibilità». Lì vicino la direttrice dell'Admiral, Roberta Sanzin, sorride. «In passato abbiamo ospitato Udinese e Parma, e dopo essere venuti qua gli emiliani sono stati promossi in serie A. Speriamo di portare bene anche a voi...». Amareggiato. Impossibile non tornare sul voltafaccia di Christian Amoroso. Pillon si sente pugnalato: «Era tutto a posto, doveva passare in sede per firmare il contratto e poi venire a Chianciano. Invece alle 16 mi ha chiamato per dirmi che non se la sentiva più di venire a Livorno. Evidentemente le persone non le conosci mai abbastanza. Potevo capire se aveva vent'anni, ma da un uomo di 34 no davvero. E' proprio vero, nel calcio finché non arriva la firma non ti puoi fidare di nessuno». La fascia. «Se rimane, il nostro capitano sarà Tavano. E' il valore aggiunto di questa squadra, lavora a tutta forza, è tirato a mille. Io gli voglio dare fiducia, e se anche l'anno scorso ha avuto dei problemi con la piazza sicuramente ricucirà il rapporto. Dario Knezevic è uno tosto, attento, si impegna sempre al cento per cento. Un tipo che parla poco e preferisce i fatti. Se non arriverà un'offerta irrinunciabile dalla serie A (vedi Roma) è contento di restare. Ci ho parlato e lui è d'accordo». Coriandoli. «Ho istituito un regolamento interno, chi lo infrange paga. Per questo confermo che Cellerino verrà multato, mentre Miglionico dovrà chiarire i motivi del suo ritardo con Signorelli, altrimenti anche per lui scatterà la sanzione». Poi sugli allenamenti: «Almeno una volta la settimana vorrei lavorare allo stadio». La rosa: «Qualche giocatore in più non fa mai male in serie B. Il mio gruppo ideale? 20 giocatori esperti più due giovani». R.M.
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