Il Tirreno

Livorno

Una tribù che corre Dilettanti sul mare, i «prof» in collina

Andrea Puccini
<b>&laquo;CICERONE&raquo;. </b>Paolo Maiuri e accanto amatori di corsa sul lungomare
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«CICERONE». Paolo Maiuri e accanto amatori di corsa sul lungomare

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 LIVORNO. Non chiamatelo jogging o footing, mutuando termini inglesi (il significato letterale è «procedere a balzi») solo per rendere l'apparente monotonia della corsa di durata un pò più attraente. Chi davvero ama correre preferisce invece un termine chiaro come quello di podismo, in omaggio alla filosofia di una disciplina che fa della semplicità in ogni sua forma il dettame cardine. Un paio di scarpe buone, una maglietta e un pantaloncino ma soprattutto tanta forza di volontà per provare a migliorarsi ogni volta che ci si mette in moto: sono davvero pochi gli ingredienti per la perfetta ricetta della felicità del podista. Un identikit certamente divergente da quello del corridore amatoriale: una figura che nel corso dei mesi primaverili affolla il tratto di lungomare che si estende dall'ex cantiere Orlando sino alla punta estrema a sud, all'altezza dell'Hotel Rex. E qualche volta, nel caso dei pi temerari, si spinge anche oltre sulle curve tortuose del Romito.  Proprio prendendo spunto dal boom podistico che ormai si conferma come una moda tipica della bella stagione in città, cominciamo un viaggio dentro al popolo della corsa livornese, per scoprire chi e cosa spinga a farne assolutamente parte come se sudare al passo quasi fosse ormai un must imperdibile. Uomini e donne, ragazzi e ragazze, i livornesi sembrano proprio essere una tribù che corre a tutte le età. E se i giovani sono ben riconoscibili dagli immancabili lettori Mp3 e cuffiette abbinate a un look spesso decisamente più colorato e fashion rispetto alle semplici t-shirt datate e riciclate dai meno giovani, tra questi parecchi sono gli «improvvisati» che si approcciano alla corsa. In realtà con l'unica motivazione di stare all'aperta anzichè al chiuso di una palestra senza magari rinunciare alla possibilità di fare incontri gradevoli con qualche «collega» del sesso opposto.  «Certo, a volte ci strappano qualche risata per lo stile tutt'altro che perfetto, per l'abbigliamento poco adatto o il tipo di andatura sin troppo compassata. Ma in realtà il rapporto tra il podista abituale e il corridore della domenica è tutt'altro che conflittuale».  A tranquillizzare tutti è Paolo Maiuri, over 40 all'anagrafe e fisico asciutto da sportivo incallito. Ex cestista, assicuratore di professione ma soprattutto grande appassionato di maratone ed affini.  «E' un bene che quante più persone possibile si avvicinino alla corsa: la loro presenza è utile anche agli stessi habituè perchè serve in primis come simpatico diversivo per non pensare alla fatica del duro allenamento. Se sei concentrato non la noti neanche, se fai defaticamento invece fa piace distrarsi un attimo. E poi possono essere sfruttati tecnicamente per rapportarsi a loro e gestire il ritmo», continua il podista livornese. Uno che ha accelerato il passo appena 4 anni fa per riprendere la forma fisica all'indomani di un guaio muscolare e, grazie ai consigli prima di un amico prima e di un vero allenatore come Alessandro Giaconi poi, da lì non si è più fermato.  «Capisco benissimo questo boom che si verifica puntuale ogni anno. In fondo, la corsa è un dopante naturale. Fa stare meglio con sè stessi a livello atletico e psicologico perchè permette di perdere peso in breve tempo, fa sentire tonici e quindi regala anche più fiducia nei propri mezzi. E poi permette di abbronzarsi divertendosi e per i livornesi si sa che la tintarella è un fattore imprescindibile» scherza ma non troppo Maiuri, attualmente tesserato per il nutrito gruppo della Livorno Team Running. Assieme ai cugini dei Podisti Livornesi, la neonata società è una dei due clubs cittadini dediti interamente al podismo e pur neonata, vanta già circa 80 iscritti e proprio un anno fa si ¿laureata campione regionale.  «Se si riesce ad aggiungere la voglia di misurarsi con i propri mezzi ancor prima che con tempo o avversari, magari riuscendo gradualmente a variare il percorso e la velocità, si compie un salto di qualità importante che può ortare davvero ad appassionarsi con costanza allo sport pi bello del mondo».  I costi. Proprio perchè anche tra i pi semplici e, dettaglio che non guasta, economici: se i costi per l'iscrizione alle gare sono irrisori (si va dai due euro simbolici per le non competitive al massimo dei 30 per le maratone più celebri che offrono un pacco gara assai ricco), quelli per l'abbigliamento variano da un'ottantina a meno di 200 euro. In proporzione soprattutto alla qualità delle scarpe acquistate (si va dai 50 ai 130 euro) sulla quale non si può certo lesinare, visto che rappresentano l'unico vero attrezzo del mestiere da cambiare ogni 2-3 mesi nell'eventualità di un'attività abbastanza frequente con almeno 3 uscite a settimana.  No alla moda. «A me è successo lo stesso - incalza Maiuri - sono stato preso per mano da un ambiente solidale e pulito, contraddistinto da valori sani proprio perchè lontano da riflettori e interessi economici. Gente che pratica questo sport per puro diletto da amatore eppure riesce a competere ad ottimi livelli come Walter Manunza, Riccardo Niccolai, Guido Fanfani e Marino Biancotti: nomi che hanno già preso parte a maratone prestigiose come quella di New York, dalle due alle ben sette volte».  Un mondo affascinante che, pur rappresentando un fenomeno importante nello scenario sportivo di una località favorevole al podismo sotto il punto di vista geografico e logistico («Basta vedere la folla che si dà appuntamento ogni domenica mattina alle 8 al campo scuola. E poi, in una città di mare, è inevitabile che molti abbinino la passione per la corsa però anche a quella del nuoto o della bici come nel caso di triathlon e affini»), resta comunque sostanzialmente estraneo e lontano dal popolo modaiolo del footing o jogging, che dir si voglia, del fine pomeriggio estivo.  «Negli altri percorsi non si vede l'ombra di uno che non sia un podista di quelli da 365 giorni l'anno, ci incrociamo solo sul lungomare - conferma Maiuri - a maggio-giugno c'è lo slalom tra quelli alla ricerca di qualche chilo da perdere per non sfigurare in costume, da metà agosto a settembre inoltrato lo zig-zag invece si fa evitando i giocatori delle varie squadre di calcio, basket o volley che cominciano la fase di preparazione atletica per i campionati».

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di Redazione web