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Livorno

Basket, verso la resa dei conti

<b>IMPEGNO. </b>Il sindaco Cosimi ha deciso di accelerare i tempi per i creditori di Basket Livorno
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IMPEGNO. Il sindaco Cosimi ha deciso di accelerare i tempi per i creditori di Basket Livorno

Il sindaco: «Chiudere la partita entro il 19 luglio»

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 LIVORNO. Salvare il salvabile per ripartire dalla "Legatre". Basket Livorno, una società che ormai non gioca più sul parquet ma nelle aule del tribunale, sta cercando di uscire dalla palude e di costruirsi una strada che eviti la dichiarazione di fallimento portando finalmente un accordo con i creditori. Un percorso a ostacoli, pieno di difficoltà, ma che il sindaco Cosimi ritiene ancora fattibile. Con un gesto di buona volontà da parte di chi da un anno abbondante aspetta di riscuotere quei soldi e con una decisa accelerazione - aggiungiamo noi - di chi si sta adoperando per arrivare a una soluzione indolore della vicenda.  Il rinvio al 19 luglio della causa di fallimento per i tre soggetti che l'avevano presentata (Best Union, TeleGranducato, Virtus Roma) è una data che il "major" ha preso come un impegno inderogabile. «Sul conto corrente aperto a favore del comitato di salvezza - dice Cosimi - è già affluita una cifra importante. Alcuni imprenditori e amici del basket che avevano preso l'impegno di dare una mano si stanno muovendo. Il comitato sta contattando i soggetti creditori, a partire dai giocatori, per arrivare a una transazione e chiudere questa partita entro il 19 luglio. La nostra intenzione è salvare la società ed essere seri in modo da ripartire dal campionato che nascerà nel 2011-2012, spalmando nel tempo i problemi senza ovviamente coinvolgere, in questa cosa, i soldi pubblici».  L'obiettivo del sindaco è dunque quello di dare gli strumenti alla "triade" del comitato di salvezza (Alberto Uccelli, Fabrizio Giusti, Sergio Russo) per mettere in piedi una ristrutturazione del debito, cominciando dai creditori privilegiati, cioè squadra, staff e dipendenti di Basket Livorno. I tempi prima delle vacanze estive sono stretti, ma a questo punto chi maneggia questa patata bollente dovrebbe gettare il cuore oltre l'ostacolo, rimboccarsi le maniche e dare un segnale concreto (se gli amici del basket rispondono tutti all'appello) a chi si è fidato delle promesse ricevute. I margini per una transazione con i creditori esistono, il resto dei debiti che per lo Stato non è possibile stralciare (contributi previdenziali, Irpef) sarebbero comunque rateizzabili in cinque anni. E dagli altri creditori, i chirografari, ci vorrebbe un grande senso di realismo.  Il passo successivo, se si riuscirà a evitare il fallimento, sarebbe quello di raccogliere le forze e costruire un'impalcatura in grado di meritare un posto nel cosiddetto "Campionato di sviluppo" che la Fip ha lanciato per il 2011-2012. Una categoria subito dietro a serie A e Legadue, con 24 squadre ammesse: 2 retrocesse dalla Legadue, 14 dalla A dilettanti, 4 promosse dalla B dilettanti e 4 "wild card" decise dal consiglio federale, che sceglierà in base a parametri come storia del club e della città, impianto, bacino di utenza. E Livorno i requisiti li avrebbe alla grande. Un campionato con 3 giocatori under 23 e 2 under 21 obbligatori per ogni squadra, dal costo di 600mila euro a stagione. Con uno sponsor da 250mila euro, l'Olt, non ci vorrebbe molto per ripartire. Basta crederci e che la città dimostri - anche nei fatti - di avere sempre fame di basket. (re.mar.)

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