Il Tirreno

Livorno

«Per noi la trattativa non è chiusa»

Fabrizio Pucci
«Per noi la trattativa non è chiusa»

Paolo Bergamo non si arrende e rilancia: faremo l'offerta

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Paolo Bergamo ha chiesto altro tempo al presidente Spinelli per delineare i dettagli dell'offerta di acquisto della società. E il presidente, di rimando, ha dichiarato che non aspetterà più nessuno e quindi procederà con il suo programma per la costruzione della squadra chiamata a disputare la serie B l'anno prossimo. Una presa di posizione, quella presidenziale, molto forte.  Che tuttavia non sembra aver scoraggiato l'ex desginatore arbitrale. Altro che bandiera bianca. Quello che Paolo Bergamo tiene tra le mani è un vessillo amaranto, il simbolo dell'amore per la società e la squadra della sua città. Non certo quello della resa.  Lui non si è affatto defilato. Anzi. Sta ancora lavorando per presentare sul tavolo di Aldo Spinelli un'offerta considerata equa dagli imprenditori che rappresenta. Dopo tutto acquistare una società di calcio richiede attenzione certosina e massima oculatezza: non è mica come comprare un soprabito.  Dopo alcune settimane trascorse a lavorare sul progetto Livorno, Paolo Bergamo torna a parlare. La voce è calma, deciso il tono: «Ho letto sul vostro giornale le dichiarazioni del presidente Spinelli relative al contatto telefonico avuto martedì con me e sulla nostra richiesta di un dato supplementare e che farà slittare di qualche giorno la presentazione di una proposta di acquisto seria. Corrispondono al vero. Fino a ora abbiamo visionato il bilancio della scorsa stagione, quello chiuso il 30 giugno 2009. Da allora, però è trascorso un anno durante il quale sono stati sottoscritti nuovi contratti e per il Livorno ci sono stati movimenti sia in entrata che in uscita».  Un anno solare e finanziario che il gruppo-Bergamo vuole studiare anche senza la pretesa di arrivare a cifre esatte e dettagliate: «Questo è impossibile perché il bilancio sarà chiuso, e quindi definitivo, il 30 giugno prossimo. Abbiamo solo bisogno di questo dato, che seppur provvisorio, riteniamo indispensabile per presentare un'offerta al presidente».  I possibili acquirenti, in sostanza non esigono una fotografia esatta di che cosa ci sarà dentro la scatola amaranto al 30 giugno: «E' chiaro, però - afferma Bergamo - che al contatto telefonico auspichiamo faccia seguito un documento di massima sul quale sia possibile effettuare delle valutazioni. È un lavoro di competenza dei commercialisti delle due parti interessate all'affare. Non dovrebbe essere particolarmente complicato». Già. Perché, mai come in questi casi, scripta manent.  Il presidente aveva pure stabilito una data di scadenza oltre la quale non avrebbe più accettato alcuna offerta. Una presa di posizione che non mina l'umore di Paolo Bergamo e ci scherza su: «Il Livorno non è mica una cambiale che scade». Poi si fa serio: «La situazione è fluida. Dal nostro punto di vista la trattativa non è affatto chiusa. Come detto, abbiamo solo bisogno di conoscere approssimativamente, il bilancio al 30 giugno prossimo. Questo è basilare».  I tifosi, però si chiedono se e quando verrà effettuata una richiesta ufficiale a Spinelli: «Un giorno vale l'altro» chiosa Paolo Bergamo. Adesso non resta che aspettare per decifrare il futuro amaranto e per capire se l'intenzione di Spinelli di cedere la società sia o sia stata reale. E soprattutto, se dovesse rimanere in sella, quale sarà il programma. Una stagione di serie B di basso profilo e condotta a fari spenti sarebbe devastante per tutto l'ambiente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca