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Dentro il Livorno c'è un tesoro

Alessandro Bernini
Dentro il Livorno c'è un tesoro

Crediti, debiti, diritti e stipendi: ecco i conti (splendidi) di Spinelli

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 LIVORNO. "Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti". L'aforisma dello scrittore Fabio Volo si candida a diventare la frase dell'anno di casa Spinelli. Già. Perché se vivi in attesa di un acquirente che possa comprare la società, allora il tempo rischia di diventare un nemico e l'umore è nero come la pece. Se però ciò che può riservarti il futuro è una cascata di milioni di euro, allora i giorni e le settimane sono dolci come il miele. Il presidente del Livorno nell'ultimo mese e mezzo ha vissuto sospeso tra queste due sensazioni opposte destinate ad evaporare al caldo incipiente. Dopo settimane di passione, infatti, nel fine settimana, sul suo tavolo arriverà l'offerta della cordata-Bergamo. E prossimamente nel caveau amaranto prenderanno la residenza molti soldi. C'è la gestione, certo, ma intanto partire col segno "+" è un bel vantaggio.  I crediti. Nel mondo del calcio c'è un postulato incontrovertibile: Spinelli è il mago degli affari. Ha intelligenza, acume e nella giungla riuscirebbe ad orientarsi anche se fosse bendato. Conosce le regole e le rispetta come nel suo stile e quando la calcolatrice emette il suo verdetto, ha sempre ragione lui. Così accade che il Livorno deve ancora incassare molte rate per alcuni calciatori ceduti in comproprietà nelle passate stagioni. Niente di clamoroso. E' prassi, per le società, dilazionare i pagamenti degli acquisti. Così nelle casse amaranto devono ancora arrivare 600 mila euro dal Torino per Loviso e altri 600 mila dalla Juventus per Candreva. Mica è finita, perché l'Udinese deve ancora sborsare la seconda rata per lo sbarco in Friuli di Giovanni Pasquale: qualcosa come 850 mila euro visto che il pagamento di 1,7 milioni era rateizzato in due tranches. Totale euro da avere: 2,05 milioni.  L'affare Diamanti. Qui il piatto è particolarmente ricco. Prelevato Alino dal Prato per un tozzo di pane nell'estate del 2007, ad agosto è stato ceduto al West Ham per oltre sei milioni di euro, con un guadagno netto che farebbe arrossire uno come Moratti che per fare incetta di "tituli" ha impiegato anni centinaia di milioni. Tornando a Diamanti, gli Hammers, come ad uso, hanno saldato solo la prima metà del debito, ovvero 2 milioni. All'appello mancano ancora 4 milioni, che sommati ai 2,05 provenienti da altre cessioni fanno arrivare a 6,05 milioni la voce "avere".  Il paracadute. Ad attutire il rovinoso capitombolo in serie B (e il mancato incasso dei 26 milioni dei diritti tv) la Lega ha regalato agli amaranto il famoso paracadute che garantisce un introito di 1,25 milioni. Non poco, ma nemmeno i 7 milioni che incamera l'Atalanta. Colpa di un cavillo regolamentare che favorisce chi ha disputato il maggior numero di campionati di serie A consecutivi. Il totale crediti tocca i 7,3 milioni.  I diritti tv. La serie A è un altro pianeta, ma per Aldo Spinelli, il Re Mida amaranto capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca, con quel mare di soldi che deve incassare, può anche andare bene il misero milioncino garantito dalla copertura televisiva alla serie cadetta. A conti fatti, le prossime entrate ammontano a 8,3 milioni di euro.  I debiti. Fin qui le belle notizie. Il presidente, però ha pure qualche pendenza da saldare. Niente di preoccupante. Come il Livorno deve riscuotere gli euro per la cessione di alcuni giocatori, così deve ancora completare il pagamento dilazionato, per esempio di Tavano al Valencia. Il quarto e ultimo bonifico da effettuare sul conto del Valencia ammonta a 1,1 milioni.  Sono invece 800mila gli euro dovuti per l'arrivo di Cellerino. La società amaranto deve anche 100 mila euro rispettivamente a Sampdoria ed Empoli per Pieri e Moro. L'esposizione debitoria complessiva è di 2,1 milioni da defalcare dagli 8,3 di crediti. In sostanza Spinelli nel futuro prossimo vedrà le casse amaranto impinguate da 6,2 milioni: niente male.  Gli ingaggi. Giusto per evitare cadute rovinose, Spinelli da tempo si è cautelato attraverso una clausola contenuta nei contratti dei calciatori di proprietà e che precedeva una decurtazione degli stipendi in caso di retrocessione. In sostanza, gente come Miglionico, Perticone, De Lucia, Pulzetti vedrà il suo ingaggio ridotto di un terzo. E' esente da questa regola Ciccio Tavano. Lui 800 mila euro percepiva in serie A e 800 mila euro guadagnerà (se resta) in serie B.  

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di Redazione web