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Corea, festa di popolo

Sandro Canu
Corea, festa di popolo

Di successi, di coppe, di targhe la sede, in via Amendola, è piena, ma la promozione in Seconda categoria conquistata sabato pomeriggio al Gymnasium contro l'Atletico Salviano, si può davvero definire storica

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LIVORNO. Di successi, di coppe, di targhe la sede, in via Amendola, è piena, ma la promozione in Seconda categoria conquistata sabato pomeriggio al Gymnasium contro l'Atletico Salviano, si può davvero definire storica.

Per la prima volta il Nuova Corea 1998 vince il campionato di Terza facendo salire alla ribalta non solo un pezzo di storia calcistica livornese, ma un intero quartiere popolare come Corea che ha festeggiato a lungo, per strada, con i propri beniamini. Un club fondato nel 1998 e cresciuto piano piano nel corso degli anni tanto da divenire una splendida realtà che oltre al pallone vuole dare linfa e vitalità al rione, una realtà piena di potenzialità ma troppo spesso trascurata e abbandonata a sè stessa. E questa è stata la spinta ideale per cavalcare una stagione splendida, condotta in testa dall'inizio alla fine da parte di un gruppo forgiato da mister Dazzi nel quale tutti hanno saputo dare il loro contributo determimante. Una cavalcata che nasce da un gruppo che ha costruito la propria forza lontano dal campo tenendosi unito come una famiglia e credendo fermamente nell'obbietivo della promozione.

Una cavalcata del cuore, che ha avuto come splendidi protagonisti giocatori e dirigenti che si autofinanziano (tutti pagano regolarmente una quota mensile) per poter giocare, senza sponsor alle spalle, e capaci di dare il massimo nei loro rispettivi ruoli. Una vittoria del sociale per i ragazzi che ci giocano, i più da tantissimi anni, che mister Dazzi ha saputo unire e far diventare amici, utile anche per un'integrazione come nel caso del giovane cubano Ombera Garsia arrivato qualche anno fa con la sua famiglia a Livorno.

Una vittoria del sociale per rilanciare e far crescere Corea, ricreando un ambiente per la gente del quartiere che si è avvicinata sempre di più a questa realtà, offrendo uno spazio e un centro di aggregazione. Una vittoria anche della tecnica perché Gaetano e compagni hanno dimostrato di essere i più forti, di saper sfornare un calcio pregevole per la categoria. Una vittoria da dedicare a chi ha contribuito a fondare la società, in particolare a quelli che, per vari motivi, si sono allontanati come Gargano, Gamedda, Iozzi e Pellegrino e che molto probabilmente rientreranno per dare più forza a un'avventura come la Seconda categoria che si prospetta irta di asperità anche perché c'è bisogno di creare un settore giovanile per il quale ci sono già i primi abboccamenti. Ecco perché l'avvento di uno sponsor diventa di vitale importanza per non disperdere un patrimonio, per non far morire una realtà cresciuta e solidificata nonostante le mille difficoltà.

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