Il Tirreno

Livorno

Spinelli, offerta in arrivo

Fabrizio Pucci
<b>31 MAGGIO. </b> Aldo Spinelli decider&agrave; il suo futuro entro fine mese
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31 MAGGIO. Aldo Spinelli deciderà il suo futuro entro fine mese

Il gruppo Bergamo a inizio settimana parlerà di cifre

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 LIVORNO. Quali sono le intenzioni di Aldo Spinelli? Vende o non vende? I tifosi amaranto sfogliano la margherita in attesa che scada l'ultimatum presidenziale: «Se entro fine mese non si fa vivo nessuno, vado avanti io». Ecco la frase che fissa una 'deadline' oltre la quale non è possibile, ma soprattutto non è opportuno andare. L'assetto societario, infatti, deve essere definito (in un senso o nell'altro) prima di entrare nel periodo in cui solitamente si progetta con idee chiare e univoche, la nuova stagione.  Quindici giorni per capire. Quindici giorni perché il cellulare del presidente Spinelli inizi a squillare e dall'altra parte del telefono ci sia un acquirente serio e attendibile. Eppure il mistero buffo della possibile vendita del Livorno può essere risolto. Basta analizzare gli eventi che si sono susseguiti fino ad ora. Nelle ultime settimane il presidente ha fissato il prezzo. Si è trattato di una svolta, perché Spinelli fino ad allora non si era mai sognato di parlare di cifre. «Il Livorno costa dieci milioni». Così parlò il presidente, salvo poi in una circostanza prendere in consideraizone l'ipotesi (peregrina) di abbassare pure le pretese: «Sono disposto a scendere anche sotto i dieci milioni - affermò al nostro giornale - pur di cedere la società, perché sono molto stanco».  Tra il dire e il fare, però c'è di mezzo il mare. Soprattutto ci sono in mezzo molti fattori: il parco giocatori, per esempio. Chi si incaricherà della cessione dei pezzi pregiati: Spinelli o il nuovo proprietario? E poi ci sono dei crediti da riscuotere (dal West Ham per Diamanti) e dei debiti da saldare (l'ultima rata al Valencia per l'acquisto di Tavano. Nel momento di basso, quello in cui azzardò di essere disposto a vendere anche per meno di dieci milioni, Spinelli azzardò pure: «Che i giocatori se li venda chi subentra. Non mi interessa nulla di che cosa succederà dopo». Poi non è più accaduto nulla. Aria ferma come nelle più afose domeniche d'agosto. Il presidente attende una chiamata. Nel frattempo Spinelli ha trasformato il Livorno da Srl a Spa e ha lanciato l'idea dell'azionariato popolare. Al momento, però, non si è fatto concretamente vivo nessuno in alcun modo e forma. L'interesse della famiglia Tesoro è durato quanto un temporale estivo e ne ha avuto gli stessi effetti: ha lasciato il tempo che aveva trovato. Nulla da fare per l'imprenditore informatico che aveva stabilito un contatto con il sindaco Cosimi: marcia indietro e ciao Livorno. Maurizio Berrighi, il costruttore di Venturina, interpellato sulla possibilità di acquistare la società a meno di dieci milioni rispose: «Meno di dieci significa anche nove». Un modo elegante per far capire che la richiesta era fuori mercato. E comunque, a Berrighi il Livorno non interessa più. Il fuoco della passione era divampato due anni fa. Oggi c'è solo cenere spenta. Difficile stabilire anche il reale interesse dell'armatore greco in affari con la famiglia Lucarelli.  Resta aperta la strada che porta agli imprenditori rappresentati (e presentati) da Paolo Bergamo. La cordata qualche giorno fa si prese del tempo per effettuare valutazioni approfondite sulla situazione patrimoniale del Livorno Calcio. Una scelta logica, razionale e pure seria. A inizio settimana sul tavolo di Spinelli dovrebbe arrivare la prima, reale offerta concreta da quando è diventato il presidente del Livorno nel lontano marzo 1999. A quel punto, probabilmente solo a quel punto, capiremo (in relazione all'offerta degli acquirenti) se Spinelli ha davvero voglia di riporre la bandiera amaranto nel cassetto insieme a quella del Genoa. Questione di soldi. Di tanti soldi.  Spinelli chiede dieci milioni di base. Ma di base che cosa significa? A salire? Trattativa difficile, quindi. Il Livorno, inoltre, vanta un credito di Lega di circa quattro milioni di euro. Ecco che da dieci milioni si sale a quattordici, perfettamente in linea con lo studio del 'Guerin Sportivo' che tanto ha stimato il valore della società. Ma con queste premesse è realmente possibile arrivare alla cessione della società? E soprattutto: Aldo Spinelli vuole davvero disfarsi del Livorno? Il dubbio è legittimo. In tutti questi anni i possibili acquirenti, almeno quelli seri, si sono scoraggiati e sono fuggiti non appena hanno letto il cartellino con su il prezzo. Stavolta c'è qualcuno (la cordata-Bergamo) che pare intenzionato ad arrivare in fondo a tutta questa storia. Solo allora sapremo e capiremo se il patron è al passo dell'addio oppure no.  Un'offerta sul tavolo del patron e la realtà sarà più chiara. E le margherite avranno pace e non dovranno più essere torturate dai tifosi amaranto.

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di Redazione web