Gioco
Bardi, un futuro con i guanti
F.P.
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ESORDIO. Francesco Bardi «A Parma cercherò di gestire l'emozione»
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LIVORNO. Dicono che per diventare portieri serva un pizzico di lucida follia. Vedi i 18 anni di Francesco Bardi, faccia pulita da genero ideale e pensi che lui con quel ruolo non ha nulla a che vedere. Poi lo senti parlare e ti sembra di ascoltare un veterano. Il ragazzo ha personalità, talento e sì, forse anche quell'intraprendenza che serve per affermarsi tra i pali. Gli chiedi del quasi certo debutto a Parma e il baby amaranto risponde sicuro: «A regola, dovrei giocare. Uso il condizionale perché non si sa mai, ma nel caso non ci sono dubbi: sono pronto». Bardi c'è. Con la testa e con il cuore che deve comunque gestire l'attesa dell'esordio: «E' chiaro che ci sia un po' di emozione da gestire. Non è stata una settimana come le altre. Prima arrivo alla partita e meglio è». Non tradisce preoccupazione, il portierino amaranto. Anche perché, nonostante la giovane età, lui di esperienza ne ha fatta parecchia anche in maglia azzurra: «A fine 2009 ho partecipato ai mondiali under 17. Negli ottavi di finale ho parato un rigore nella partita contro gli Stati Uniti e quell'intervento ci ha tenuto a galla. Poi abbiamo vinto e abbiamo passato il turno. Peccato che ci siamo fermati ai quarti, ma quella resta la più bella parentesi della mia carriera. Quando si indossa la maglia azzurra ci si sente responsabilizzati. Nei confronti della Nazione e anche di chi ti ha scelto. In quei momenti capisci di essere fortunato. Sono sensazioni piacevole e che aiutano a cresce sotto tutti i punti di vista». I tempi del Rosignano Labrone, la società che poi trasferì Bardi al Livorno nel 2003 sono lontani. Eppure lui è il ragazzo umile di prima anche se il futuro immediato può far girare la testa: «Sto per esordire in serie A, poi a fine campionato andrò con la Juventus per una tournée negli Stati Uniti. E' una soddisfazione immensa e il coronamento di un anno di sacrifici. Non vedo l'ora che questi due sogni si concretizzino». Intanto però questo giovane che pare destinato a una brillantissima carriera deve sfidare la gente del 'Tardini' e sistemarsi tra i pali con dietro la curva dei tifosi più caldi degli emiliani. Ma Francesco ha le spalle larghe e non si scompone: «Mi è già capitato di giocare sotto gli occhi di tanti spettatori. Succederà anche a Parma e l'idea di sentire sul collo il fiato dei tifosi avversari non mi spaventa. Anzi. In passato ho sperimentato che questa situazione mi stimola a giocare meglio e a essere concentrato. Sì. Al 'Tardini' sarò ancora più carico proprio perché ci sarà tanta gente a due passi da me».
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