Gioco
Filippini, il superstite nella tempesta
Noemi Diamantini
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THE BEST. Antonio Filippini premiato al «Magnozzi» Premiato al «Magnozzi» come miglior amaranto: «Mi sa che smetto...»
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LIVORNO. Dopo due stagioni di assenza torna la «Targa Magnozzi», il riconoscimento al calciatore del Livorno che maggiormente si è distinto secondo le votazioni settimanali degli iscritti del club. Quest'anno ci sarebbe poco da festeggiare per com'è andata a finire ma la 34º targa argentata su sfondo blu ha un sapore speciale perché è un omaggio e forse anche un saluto ad un giocatore che per la gloriosa maglia amaranto non ha risparmiato né km tanto meno sudore: Antonio Filippini. «Questo premio - ci spiega il vice presidente Curzio Galatolo - è anche un modo per ringraziarlo per tutto quello che ha fatto. Penso alla rete salvezza con la Sampdoria ma sopratutto alla partita di un anno fa con il Brescia, la squadra della sua città. Antonio è un esempio, speriamo che resti». Nell'aria c'è ancora tanta delusione per la retrocessione come si legge senza troppi veli tra le parole del presidente del club Mauro Penco che fa gli onori di casa nella sede di Ardenza per una delle ultime volte (è stato firmato il contratto per uno spazio nuovo alla Rosa) e gli occhi sono tutti per l'ospite d'onore. Antonio riceve anche una simpatica caricatura e ringrazia tutti: «Ho vissuto dei momenti bellissimi qui, quando gioco sento l'affetto di tutti quei tifosi che ci mettono passione e non guardano solo al risultato. Spero di avervi dato tanto». E quando viene incalzato sul suo futuro risponde con un po' di rammarico: «Purtroppo non ho sentito nessuno, mi sa che smetterò. Mi dispiace non aver potuto dire ciao a tutti dal campo. Ho fatto il possibile per esserci contro la Lazio ma non ce l'ho fatta e ho invidiato un po' Cristiano quando ha salutato i tifosi».
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