Gioco
Modica e i 37 minuti che ti cambiano la vita
Fabrizio Pucci
«Che gioia l'esordio. Ora sogno di restare tra i difensori della prima squadra»
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LIVORNO. Il diploma di grafico pubblicitario può attendere. Samuele Modica, 19 anni da compiere il 5 luglio, 37 minuti giocati in serie A contro il Catania, vuole continuare a sognare: «Dopo tanti sacrifici sono arrivato alla prima squadra e vorrei rimanerci». Che cosa diresti a un ragazzino che spera di seguire le tue orme? «Quando si è giovani bisogna sempre rispondere presente e fare tutto quello che viene chiesto. E' importante avere rispetto degli allenatori. E non si deve mai reagire o essere permalosi in caso di rimbrotti. Sono sempre a fin di bene e per far crescere i ragazzi dal punto di vista umano e calcistico». Rispetto agli altri due debuttanti, Simeoni e Lignani, sei stato più fortunato: tu hai vinto, loro hanno perso la partita che li ha visti esordire. «E' vero. Ma io ho messo piede in serie A con lo stadio vuoto, la contestazione dei tifosi e lo sciopero del tifo: avrei sperato in una cornice diversa anche se l'emozione è stata ugualmente molto intensa». C'è un allenatore a cui sei riconoscente? «Sono nel Livorno da undici anni e ne ho avuti molti. Li ringrazio tutti, Senza i loro consigli e i loro insegnamenti non sarei mai arrivato in serie A». Che tipo di calciatore sei? «Tecnicamente me la cavo, ma devo migliorare in tanti aspetti. Sono un jolly difensivo. Posso giocare centrale, ma anche terzino. Sono contento di essere migliorato sotto l'aspetto caratteriale. Prima ero più scalmanato. Ora sono disciplinato».
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