Il Tirreno

Livorno

Mian tende la mano a Spinelli

Alessandro Bernini
<b>ATTESA. </b>Paolo Bergamo, pronto a salire a Genova
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ATTESA. Paolo Bergamo, pronto a salire a Genova

«È il migliore nel mondo del calcio, sarebbe il mio socio perfetto»

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 LIVORNO. L'avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge. Aveva ragione Gustave Flaubert, scrittore francese nato quando il Livorno Calcio non era ancora neppure in gestazione.  Mian e Spinelli. Ciclica è la voglia di cedere di Aldo Spinelli, ciclici sono alcuni nomi che saltano fuori al capitolo "trattative in corso".  Uno di questo è Maurizio Mian, personaggio eclettico, brillante, estremamente facoltoso, simpatico anche ai livornesi che sembrano non guardare troppo all'etichetta di "ex presidente del Pisa". Il suo nome sta circolando già da qualche giorno in ambienti non solo sportivi.  Mian risponde con grande cortesia e fa una premessa. «Sono troppo tifoso del Livorno per non sperare che Aldo Spinelli resti al suo posto». Il modo perfetto per uccidere un'ipotesi di trattativa? Calma, calma...  Continua così Maurizio Mian: «Nel calcio di oggi vince chi è abile a mediare. Aldo Spinelli è la persona più pulita per poter vivere e destreggiarsi in questo mondo, sinceramente non vedo in giro molta gente del suo calibro e i risultati ottenuti a Livorno lo dimostrano. Chi viene dopo di lui, sarà sicuramente meno esperto se non addirittura un avventuriero».  Si, va bene, ma è vero o no che a Maurizio Mian è stato proposto di comprare il Livorno? Lui risponde sicuro: «Non posso prendere una McLaren se non so guidarla. Dirigere una società di calcio è compito molto difficile e l'ho capito sulla mia pelle a Pisa. Con una persona come Aldo Spinelli al fianco sarebbe tutto più facile».  Ecco qua la frase che lascia segno. Mian è disposto a entrare nel Livorno come socio? «Diciamo che Spinelli sarebbe il mio socio perfetto. I suoi consigli su come operare nel mondo del calcio sarebbero oro. Per ora comunque mi fermo qui. Anzi, dico un'altra cosa: che con orgoglio sono anche andato in giro indossando la maglia di Igor Protti».  Il sasso è gettato nello stagno. La parola "socio" è complessa. C'è il socio di minoranza e quello di maggioranza, condizioni ben diverse. L'entusiasmo e le disponibilità di Mian, sommate all'esperienza e alle conoscenze di Spinelli: cosa potrebbe venir fuori?  Bergamo a Genova. Oggi o domani Paolo Bergamo potrebbe salire a Genova. Lunedì e ieri ha avuto poco tempo per occuparsi della vicenda Livorno in quanto presente in aula a Napoli dove si svolgeva l'udienza per Calciopoli. Spera comunque di liberarsi prima possibile così da presentarsi da Spinelli con un'offerta.  Altre trattative. Un paio di "avventurieri", nel vero senso della parola, si sono presentati negli ultimi giorni da Spinelli. Emissari di emissari di emissari, gente che proponeva grandi business e non tirava fuori un euro. Bene che restino alla larga dal Livorno.  Il prezzo. Piuttosto si continua a discutere molto sul reale valore del Livorno. Dieci milioni è una richiesta equa?  Giusto per fare un quadro più nitido. A Mantova il presidente Lori è disposto a regalare la società a chi copre i debiti, che ammonterebbero a 13 milioni di euro. A Piacenza invece Garilli vende per una cifra intorno ai 3-4 milioni.  Tutto sta nel capire cosa c'è dentro quei 10 milioni. I crediti in Lega? Le rate ancora da riscuotere di Diamanti? Quelle ancora da pagare di Tavano e Cellerino? Certo però che finché nessuno si presenta e bussa nell'ufficio di Aldo Spinelli per trattare, questi restano dubbi folcloristici. Buoni solo per chiacchiere e per far scornare i pro e gli anti Spinelli.  

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