Il Tirreno

Livorno

Il «Mou» delle pedane

Mario Orsini
<b>LE ALLIEVE D&#146;ORO. </b>Lucchino, Marzocca, Vecchi e Bianco sul podio
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LE ALLIEVE D’ORO. Lucchino, Marzocca, Vecchi e Bianco sul podio

Zanotti, stratega livornese, vince tutto

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 LIVORNO. Il Mourinho della scherma. Carattere a parte. Il maestro Nicola Zanotti, come il tecnico portoghese, con le sue allieve, continua a mietere successi «indigeni» e planetari. A Klagenfurt (Austria), in Coppa del Mondo di sciabola, aveva vinto Irene Vecchi. A Gand in Belgio, domenica scorsa, il successo se lo è portato a casa Ilaria Bianco. Se a questo aggiungiamo il bronzo della calabrese Lucchino in Austria, anche lei sua allieva, da quest'anno, al Fides, e il successo della squadra mista, nel campionato italiano under 20, il bicchiere diventa stracolmo. «E' proprio un bel momento. Non penso che si possa parlare solo di fortuna. Con Irene Vecchi siamo cresciuti insieme. Io come maestro e lei come atleta. Ad appena sedici anni, nel 2006, pur continuando a gareggiare e vincere tanto con le proprie coetanee, ha esordito in prima squadra agli europei di Izmir. Adesso è sesta del ranking mondiale». E con Ilaria Bianco le cose come sono andate? In fondo lei è pisana...«Lavora insieme a me, su sua richiesta, da quattro anni. All'inizio ho accettato con gran piacere, ma anche con un poco di soggezione. Sapevo che a suggerirle questa scelta era stato il cittì Bauer, quando ha lasciato la nazionale azzurra per volare in Cina. Per me è stata una sfida. Dovevo mettermi alla prova, pur sapendo che era una sfida difficile. Ilaria Bianco era una campionessa affermata e voleva continuare a vincere. Quindi ero quasi costretto a dover far bene». Il rapporto com'è decollato? «Direi benissimo. Ilaria mi ha subito dimostrato grande stima e fiducia, facilitandomi il compito. Il primo anno le cose sono andate bene. Il secondo ancora meglio. E' arrivato l'argento agli europei assoluti e la qualificazione Olimpica, mai raggiunta neanche con Bauer. Il seguito è dietro l'angolo. L'anno scorso, dopo sette anni, ha rivinto a Londra. E, dagli europei, insieme anche ad Irene Vecchi, hanno portato a casa il bronzo a squadre. Domenica a Gand è tornata al successo in Coppa del Mondo. Adesso è 5º nel ranking mondiale». Sogni nel cassetto? «Rivederle presto entrambe sul podio. Magari prima e seconda con Alessandra Lucchino al loro fianco». Un bel terzetto? «Proprio così. Anzi un eccellente terzetto. Alessandra Lucchino a Gand non è andata benissimo ma a Klagenfurt era arrivata terza. Terza dopo tre anni che non faceva risultati. A differenza di Ilaria Bianco, quando Bauer se n'era andato, era tornata a casa sua a Lamezia Terme. Per tre anni poi non ha fatto niente. Non si allenava neppure e nelle gare prendeva solo mazzate. Adesso fatica a ritrovare cattiveria agonistica ed autostima. Anche perché il ruzzolone era stato tremendo. Da numero 4 del ranking e con il bronzo mondiale individuale al collo, del 2005, era scivolata verso l'anonimato. Quest'anno ha iniziato la risalita. Adesso è alla soglia del centesimo posto. Io ho gran fiducia in lei. Prima della fine dell'anno solare spero possa rientrare nel giro della nazionale». L'ultima parola di Zanotti è per i neo campioni italiani under 20. «Con Diego Pardini, Jacopo Reali e il professor Franco Fabbri stiamo facendo un eccellente lavoro. I risultati arrivano con puntualità e il futuro non può essere che roseo».

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di Redazione web