Gioco
Il conto alla rovescia di Spinelli
Gianni Massone
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COPPIA. Aldo Spinelli insieme al suo vice Silvano Siri «Aspetto sino a fine mese, poi basta»
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LIVORNO. Una domenica in poltrona. Spinelli, Siri, Cosulich, altri amici. Livorno-Lazio in diretta. Cosimi e Kutufà erano invece seduti in tribuna. Tanta delusione su tutti i fronti. Spinelli non era troppo convinto sulle due reti incassate da De Lucia, si sarebbe aspettato Bardi fra i pali e un paio di giovani nel roster iniziale. Aveva detto di avere interpellato Edy Reja dopo l'esonero di Ruotolo. Il tecnico laziale lo ha confermato. «E' vero, Spinelli mi ha chiamato ma ho dovuto rispondere di no perchè stavo bene a Spalato. Poi è venuta la Lazio e ho finito per accettare per tanti motivi». Il presidente ribadisce. «Purtroppo la rinuncia di Reja è stata negativa per noi. E avrei dovuto accettare le dimissioni di Cosmi. Ormai è andata così. La squadra non ha nemmeno giocato male, ma non riesce mai a rendersi pericolosa. Il portiere della Lazio ha effettuato soltanto due interventi nel finale. Le nostre reti subite con più attenzione potevano essere evitate. Bernardini, Perticone, Galante, Prutsch sono stati i migliori. Bravo quel Lignani». Capitolo chiuso quello del campionato. Resta aperto quello della società. Spinelli aspetta novità. Ha confermato, come ci aveva detto il figlio Roberto, che la società non sarà ceduta al di sotto dei dieci milioni di euro. «Mio figlio la pensa come me e chi verrà a offrirci cinque-sei milioni è meglio che non si presenti neppure. Attendo fino alla fine del mese, poi prenderò le mie decisioni. Se non verrà avanti nessuno, farò l'azionariato popolare. Chiunque può parteciparvi». Spinelli ha saputo di Maestrelli. «Sarebbe la persona giusta perchè si intende di calcio». Una settimana che sicuramenmte riserverà delle novità. Paolo Bergamo si presenterà dal presidente con qualche proposta da parte di chi rappresenta. Oggi, a Napoli, è in programma una riunione dei tre fratelli armatori i quali dovranno decidere se cominciare a intavolare una trattativa con il presidente. Alexis Tomasos, 35 anni, è quello che si era presentato la scorsa settimana al Centro Coni con Maurizio Lucarelli e il suo direttore commerciale. Il motivo principale era quello che riguardava l'Unicoop (dove poi è stato raggiunto un accordo) ma nel contempo gli era stato proposto di interessarsi al Livorno visto che è in vendita. Alexis Tomas è a capo di un gruppo armatoriale con undici petroliere e alcuni traghetti, ora ha deciso di convocare i due fratelli per parlare del Livorno. Una decisione attesa, in un senso o nell'altro: se lasciar perdere o se cominciare a prendere dei contatti con Spinelli. Possiamo dire che hanno avuto delle relazioni piuttosto complete sul valore della società che non ha debiti. Questo dato è stato considerato positivo. Se dovesse esserci il «sì» si aprirebbero scenari nuovi. Ieri in tribuna c'era Renzo Castagnini che potrebbe essere il nuovo diesse amaranto. Nelso Ricci ha visto due partite di serie B.
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