Gioco
Le reazioni. Indignazione generale per larrivo dei supporter biancocelesti. E cresce la tensione
I tifosi non sanno buttarla giù
Fabrizio Pucci
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CALORE. I tifosi amaranto allo stadio «Due pesi e due misure, a noi impedirono di andare a Roma»
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LIVORNO. Arrivano i laziali e la Livorno sportiva si indigna per la decisione del Casms di permettere la trasferta ardenzina ai tifosi biancocelesti dopo che quelli amaranto sono stati costretti a vedere Roma solo in cartolina. La curva, dopo il giorno del grande sciopero (tutti fuori il 25 aprile in occasione di Livorno-Catania), come annunciato nel comunicato pubblicato ieri, tornerà a popolarsi. Domenica i tifosi della nord faranno una deroga alla loro legge sulla coerenza: lo strappo con società e squadra non è stato affatto ricucito, ma questa volta saranno sui gradoni dello stadio per "marcare il territorio". Poi da lunedì torneranno sull'Aventino in attesa degli sviluppi della situazione societaria. Tra i tifosi organizzati l'umore è nero come la pece. Corrado Nastasio del club Porto usa parole pesanti: «E' una vergogna. Non tanto per l'arrivo dei tifosi della Lazio, quanto perché a noi è stato impedito di andare due volte all'Olimpico. Tra l'altro quella di domenica è una partita che non conta. Noi siamo in B e loro salvi. Probabilmente ci sarà uno spiegamento di forze dell'ordine superiore alle altre domeniche. E questo è uno spreco. Credo che quella dell'Osservatorio sia una decisione mirata. Sono sconcertato». Massimo Domenic del club Rondina commenta amaro: «Purtroppo non dobbiamo meravigliarci di questa disparità di trattamento tra noi e i romani (biancocelesti o giallorossi che siano). A noi è stata vietata la trasferta in casa del Chievo per la contestazione del dopo Livorno-Udinese. E allora ai laziali e ai romanisti dopo il derby e dopo la finale di Coppa Italia che cosa dovrebbero fare? Serve un segnale forte da parte della società». Paolo Venturi è il presidente del Centro di Coordinamento Club. Regala subito una frase forte: «Certe volte - dice - a pensar male ci si indovina. Pare che ci sia la volontà di provocare i tifosi del Livorno. Ma ancora una volta la nostra città darà dimostrazione di grande civiltà e maturità. Non c'era un motivo valido che fosse uno per permettere la trasferta ai tifosi della Lazio. A cominciare dalle loro recenti intemperanze per finire con la considerazione che quella di domenica è una partita inutile. Da parte nostra c'è amarezza e incredulità. L'etica del due pesi e due misure è sbagliata. Il problema è che viene sempre usata quando di mezzo c'è il Livorno».
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