Il Tirreno

Livorno

«Vendo a meno di 10 milioni»

Fabrizio Pucci
<b>IN ATTESA.</b> Aldo Spinelli sembra scrutare le mosse del sindaco Cosimi
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IN ATTESA. Aldo Spinelli sembra scrutare le mosse del sindaco Cosimi

Intanto Spinelli trasforma la società in spa. Ma Berrighi si tira fuori

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 LIVORNO. Il campionato degli amaranto declina verso la conclusione con il suo infausto verdetto già emesso da tempo. È invece ancora tutto da decifrare e da scrivere il futuro della società.  Ieri è stato il giorno dei chiarimenti che arrivano da Genova (fronte Spinelli) e Venturina (Berrighi).  Listino prezzi. Ieri Spinelli ci ha rilasciato dichiarazioni importanti. «Potrei vendere il Livorno anche a dieci e mezzo, dodici o tredici. Persino a diciotto, perché per me in realtà vale tanto. Ma le mie pretese non sono così alte. Anzi. Se si presenta una persona seria sono disposto a cedere la società anche per meno dei famosi dieci milioni. C'è qualcuno che gioca al rialzo perché evidentemente vuole vedermi ancora a Livorno. Ma ormai ho deciso di lasciare. Ripeto: se arriva un imprenditore credibile non mi interessa neanche il parco giocatori. Che sia il mio successore a vendere tutti i cartellini di cui siamo proprietari e ricavi l'utile che desidera».  L'attesa. Apposto sul Livorno il cartellino con su il prezzo, Spinelli, si è messo alla finestra, ma da qualche giorno non si è più fatto vivo nessuno: «Il mio telefono non squilla. Sto aspettando che mi chiami il sindaco e mi informi sull'incontro che ha avuto con un imprenditore. Attendo notizie Anche da Paolo Bergamo e anche dal signor Berrighi. Al momento però, la situazione mi pare congelata. Cosa posso fare? Mi sento impallinato qui a Livorno. Domenica mi sarebbe piaciuto venire allo stadio per salutare i tifosi, ma cosa vengo a fare? Si saluta quando si è certi di andare via. Qui invece non si è più mosso nessuno».  Largo ai giovani. Intanto, però Spinelli, nell'eventualità di non trovare compratori, sta portando avanti il Livorno seguendo la sua filosofia. «Il mio input è stato chiaro. Per me da qui alla fine della stagione devono giocare i giovani. Spero che possano debuttarne altri dopo Simeoni, Modica e Bernardini. Mi dispiace per chi è in prestito, ma credo sia opportuno che i nostri ragazzi facciano esperienza nelle ultime giornate».  L'amarezza. «Questo fine settimana mi trovavo a Montecarlo dove ho incontrato molti tifosi del Livorno che mi hanno incoraggiato ad andare avanti perché temono che dopo di me non ci sia nessuno disposto ad accollarsi il peso della società. Se fossero tutti come quei ragazzi, non avrei problemi a rimanere a vita alla guida della società. Il problema è che quei tifosi appartengono alla minoranza che ancora mi sostiene. La maggior parte dei tifosi, infatti, vuole che io me ne vada. E così farò. Basta, basta, basta». Intanto però ieri Spinelli ha trasformato la società da srl a spa, operazione alla quale lavorava da tempo e la cui portata e ratio sono ancora da decifrare.  Parola a Berrighi. Il tam tam sul possibile interessamento del costruttore di Venturina, ha indotto Maurizio Berrighi a rompere il silenzio: «Non sono interessato al Livorno. Almeno non più. Due anni fa la situazione era diversa. Rispetto al 2008, però è cambiato il mondo. Non ho più avuto alcun contatto con il presidente Spinelli. Ribadisco quanto dichiarai al vostro giornale qualche mese fa e cioè che sono contento di non essere entrato nel calcio».  Neanche la notizia che Aldo Spinelli è disposto a scendere sotto la soglia psicologica dei dieci milioni sembra invogliare l'imprenditore di Venturina: «Sotto i 10 significa anche nove. Ma, ripeto, la mia strada e quella del Livorno, al contrario di due anni fa, in questo momento sono lontane».  

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