Il Tirreno

Livorno

Elio Signorelli va al contrattacco: critiche gratuite da gente invidiosa, i risultati stanno lì a dimostrarlo

«Ma il settore giovanile non è un colabrodo»

Jimmy Morrone /  
<b>REPLICA.</b> Elio Signorelli
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REPLICA. Elio Signorelli

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 LIVORNO. Convoca una conferenza stampa in tutta fretta e chiede: «Sento dire che il settore giovanile del Livorno è un colabrodo, ora ditemi voi cosa c'è che non va». Elio Signorelli è scuro in volto e parte in contropiede, affondando la lama nel petto di alcuni organi di informazione che a suo dire hanno leso l'immagine dei giovani amaranto: «Sono critiche gratuite fatte da persone invidiose mai state sui campi: prima dell'avvento di Spinelli c'era il deserto e ora abbiamo una scuola calcio che conta 350 bambini, mentre con le squadre del settore giovanile partecipiamo a campionati, tornei e i nostri ragazzi ci fanno fare bella figura ovunque, tanto che riceviamo spesso complimenti dai dirigenti avversari. Certo, si può sempre migliorare e lavoriamo per questo, ma non mi sembra giusto che ogni cosa che il presidente faccia sia sbagliata a priori».  Così, d'un fiato. Forse le perplessità sul settore giovanile riguardano la scarsezza di investimenti, o la penuria di un vivaio che stenta a far emergere nuovi talenti. Signorelli prova a smontare entrambe le teorie: «Abbiamo un portiere, Francesco Bardi, protagonista della Nazionale under 18, e di nostra proprietà è Simone Dell'Agnello centravanti degli Allievi dell'Inter. Non dimentichiamo da dove è partito Giorgio Chiellini, e nemmeno i giovani Simeoni e Modica che hanno già esordito in serie A: questo è il nostro obiettivo. In quanto all'impegno economico, Livorno con 160mila abitanti non è Firenze che può permettersi grandi cifre. Noi lavoriamo con il materiale a disposizione sfruttando ciò che offre il territorio, che non è ampio e soffre la concorrenza di realtà consolidate come Pisa, Empoli, Viareggio, Firenze. Ma, nel nostro piccolo, siamo organizzati e orgogliosi».  Sui risultati delle varie squadre, dice: «I Giovanissimi Nazionali del '95 allenati da Cantini sono giunti alle finali scudetto, la Primavera gioca sotto leva nel girone più duro d'Italia contro Empoli, Siena, Samp, Genoa eppure riesce a tenersi a galla: anche se perde spesso, pian piano sta migliorando».  Sulle strutture: «Non abbiamo i campi, ma la realtà è che ogni società si appoggia ad altri sodalizi locali per allenamenti e partite: nemmeno il settore giovanile della Fiorentina ha un impianto proprio, e a Empoli il centro sportivo di Monteboro ha un solo terreno di gioco. Sono stati inseriti allenatori prof come Ruotolo, De Vincenzo, Boccafogli, Venturi, e altri arriveranno fra i cinquanta in possesso di patentino presenti nello staff. Abbiamo sempre medici, massaggiatori e fisioterapisti a disposizione e i nostri osservatori girano l'Italia. In queste ore al torneo di Benevento è stato già adocchiato un ragazzo del '93 con buoni numeri. Finché Spinelli sarà il presidente del Livorno, noi porteremo avanti il lavoro: tutto è migliorabile, ovvio, ma le critiche gratuite non le accetto».

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