Il Tirreno

Livorno

Vertice presidente-ultrà: firmata una tregua

«Spinelli ha ammesso di aver fatto degli errori e ci ha confermato che vuole lasciare»

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 LIVORNO. Vertice Spinelli-ultrà. Si svolge nella villa Alma Pacis, Antignano, dove risiedono diversi giocatori della Primavera. Un altro viaggio da Genova, altri quattrocento chilometri. Ma il presidente ha mantenuto l'impegno, voleva parlare con gli ultrà e loro si sono presentati. Erano un gruppetto della curva Nord. Poco dopo mezzogiorno è iniziato questo vertice inedito. Crediamo che sia la prima volta che "sciu Aldo" si veda a quattr'occhi con gli ultrà. La dura contestazione e alcune minacce che gli erano arrivate sul cellulare lo avevano convinto a restare a Genova per Livorno-Bari che aveva visto in tv con tanta rabbia. Visto lo striscione e sentito i cori. Così si era mosso chiedendo appunto l'incontro che ha avuto come mediatore Elio Signorelli. Quasi due ore di discussione senza peli sulla lingua. Spinelli ha fatto un bilancio generale di questi undici anni della sua gestione e specialmente di quello che è stato fatto in questa stagione dalla partenza del campionato, passando attraverso la sostituzione della coppia Russo-Ruotolo e l'arrivo di Serse Cosmi, fino al mercato di gennaio.  La voce di uno degli ultrà ha voluto riassumere il vertice inedito: «Abbiamo parlato di tutto e contestato le sue decisioni sui rinforzi di gennaio. Spinelli ha ammesso di aver fatto degli errori, nel senso che non avrebbe dovuto confermare alcuni giocatori così come non doveva acquistare qualcuno venuto a giugno. Nello stesso tempo ha parlato di un bilancio in regola e della sua ferma volontà di cedere il Livorno. Spera che il sindaco trovi qualcuno affidabile per lasciare. Ha persino giustificato la contestazione che c'è stata, ma non quella violenta. Lo striscione? Ha detto che ne ha visti tanti. Però la curva dell'Atalanta che pure contestava Ruggeri era piena di tifosi che facevano un tifo infernale. Così come quelli della Lazio che pur contestano Lotito. Ha parlato dell'incontro avuto con i giocatori, confermando che ci sono dei problemi di spogliatoio. Qualcuno dei più affidabili non ha risposto alle attese di giugno e la squadra non ha mai voluto indossare la divisa sociale. Sulla richiesta di non far mettere più la maglia amaranto non ha detto niente».  Un botta e risposta. E alla fine? La pace è stata raggiunta? «Per noi sì. Prima c'erano le Bal. Adesso la curva Nord non è più quella di una volta, vi sono tanti gruppi per cui non possiamo seguirli tutti».

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di Redazione web