Il Tirreno

Livorno

A Carpi vittoria a senso unico del peso medio, mentre l’allievo di Tassi ha vinto il torneo di Riccione

Pirone e Lupi, il pugilato livornese dà spettacolo

Mario Orsini
<b>CLASSE.</b> Valerio Pirone insieme al maestro Donato Salvemini
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CLASSE. Valerio Pirone insieme al maestro Donato Salvemini

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 LIVORNO. Bis vincente, tra le sedici corde, dell'ingegner Valerio Pirone. A Carpi, ha battuto Felice Laezza, nel torneo interregionale di pugilato organizzato dalla locale società "Boxe Olympia". Un successo, per lo scatenato Valerio, che arriva a quindici giorni esatti da quello contro Mattia Morganti. Al PalaCosmelli a dare un brusco stop, alla seconda ripresa, al derby cittadino con Mattia fu il medico.  Nella cittadina emiliana, invece, a fare la differenza è stata la maggiore classe e determinazione del pugile dell'Accademia dello Sport. Per non lasciare nulla al caso Valerio Pirone, classe 1981 pesi medi, ha vinto tutte e quattro le canoniche quattro riprese, di due minuti ciascuna.  A dare ulteriore conferma che il pugilato non ha barriere "culturali" è stato anche Marco Lupi: diciotto anni sabato 3 aprile. L'allievo della Boxe Livorno, della famiglia Tassi, ha vinto, o meglio dominato, nella categoria esordienti, dei superwelter, nel torneo esordienti di Riccione. Marco Lupi, per chi non lo sapesse, oltre a coltivare la passione per la boxe, è un alunno modello nella classe 4º B dell'indirizzo Scientifico tecnologico, Cecioni. Uno di quegli allievi che, agli occhi di compagni e insegnanti, tra le aule scolastiche, non passano inosservati. L'anno scorso fu promosso con circa nove di media e quest'anno si appresta a fare altrettanto. Il suo sogno è fare l'ingegnere meccanico in ambito motociclistico. Tenendo conto di come se la cava nelle materie scientifiche - quest'anno ha partecipato anche alla fase regionale delle Olimpiadi della fisica - le buone aspettative hanno solide gambe.  Sul ring di Carpi, oltre a Valerio Pirone, sono saliti altri due pugili della premiata ditta "Franco Nenci e Donato Salvemini" dell'Accademia dello Sport. Nicola D'Andrea, classe 1993, anche lui superwelter, ha impattato contro Michele Milazzo, classe 1992, della scuderia di casa "Olympia Boxe Carpi". Un verdetto che è stato mal digerito da Donato Salvemini. «Nicola D'Andrea dopo aver iniziato benissimo ha poi rintuzzato gli attacchi dell'avversario e concluso in bellezza. Una prestazione che non è bastata a convincere arbitro e giudici, che hanno letteralmente regalato il pari all'avversario».  A uscire sconfitto da Carpi, contro Daniele Nebiante, altro pugile della scuderia di casa, è stato, infine, Francesco Passeri, classe 1987, nativo di Bari al settimo incontro nella categoria dei pesi gallo. Passeri, dopo aver dominato le prime due riprese, ha subito un richiamo da parte dell'arbitro, per combattimento a testa bassa. Un richiamo ingiusto che lo ha innervosito e fatto arrabbiare il maestro Salvemini.  Tornando a Lupi nel primo match di Riccione ha sconfitto, per ko, il lombardo Marini. Quello che particolarmente piaciuto ai due tecnici Roberto Maltinti e Luigi Tassi, della Boxe Livorno, che lo seguivano all'angolo, è stata la reazione dimostrata da Marco dopo essere finito, inizialmente, al tappeto. Oltre a riprendersi «ha tirato fuori un carattere da leone e demolito l'avversario», parole di Luca Tassi. Nel match di finale, contro il laziale Colaci, Marco Lupi è partito, senza indugi, lancia in resta. Prima ha costretto l'arbitro a contare il laziale. Poi con un devastante gancio sinistro lo ha spedito a gambe levate mettendo, subito, la parola fine alla "impari tenzone" e vincendo il torneo.

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di Redazione web