Gioco
«Conosce la situazione sono due anni che la ripeto»
Al.Ber.
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PERPLESSO. Il presidente Spinelli al Coni chiuso nel suo cappotto nero 2 MINUTI DI LETTURA
Presidente Spinelli, una strana giornata. «Ma no, una giornata utile e necessaria». Deve ammettere che non si è mai visto un sindaco che deve parlare alla squadra. «L'ho chiamato perché secondo me i giocatori dovevano sentire l'affetto e la vicinanza del primo cittadino e dunque di Livorno». In realtà i tifosi la pensano in modo molto diverso. «Ovvero?» «Accusano qualche giocatore di comportamenti non da professionisti fuori dal campo». «Mah, lasciamo stare. Secondo me in certi momenti bisognerebbe restare uniti. Per questo ho chiamato il sindaco». Lei già da qualche tempo ripete che è stanco e vuole lasciare. «È vero». E allora perché non ha detto al sindaco ufficialmente che vuole cedere la società e che chiede una mano? C'era bisogno che lo dicessi?» Beh... «Sono almeno due anni che il sindaco sa come stanno le cose. Se trova degli acquirenti, io sono qui». Ma quanto vuole per la società? «Quello non è un problema». Va bene, ma la cifra? «Dipende anche dalla categoria nella quale sarà il Livorno il prossimo anno, è chiaro». Allora proviamo a fare una valutazione per la serie A e una per la serie B. «Guardi, è inutile parlare di cifre. Chi è interessato si può fare avanti, ma per ora non ha bussato nessuno. L'unica cosa che mi interessa è la solidità di chi eventualmente vuole il Livorno, a questa società ho dedicato 11 anni della mia vita, non la lascio ad avventurieri». E quindi? «Io spero ancora nella A, ci spero davvero. Se dovessimo finire in B, abbiamo già giocatori e programmi per essere protagonisti». Parla di nuovo da presidente che resta. «Se non si fa avanti nessuno...».
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