Gioco
«Siete indegni dell'amaranto giocate con la maglia gialla»
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CAPITANO. Lucarelli 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «D'ora in poi giocate con la maglia gialla, perchè di quella amaranto non siete degni. Una squadra senz'anima, uno spogliatoio palesemente rotto, una maggioranza assoluta di giocatori senza carattere oltre che senza piedi. Questa squadra non rappresenta Livorno e i livornesi, quindi devono smettere di giocare con la maglia amaranto e indossare quella gialla, che rappresenta l'uomo che l'ha partorita». La provocazione lanciata sul web da un articolo sul sito senzasoste.it, da sempre vicino alla curva livornese, sintetizza forse nel modo migliore l'aria che tira a Livorno dopo la forte contestazione di domenica e la sempre più probabile retrocessione in serie B. Il riferimento alla maglia gialla è per colpire il presidente Aldo Spinelli: è il suo colore preferito ed è stato lui a volerlo in passato come terza maglia. Nel campionato in corso, invece, i colori scelti dal Livorno sono stati nell'ordine: amaranto, bianco, arancione. Proprio a Siena (4 ottobre 2009) il Livorno giocò con la divisa arancione. Caso-Lucarelli. Non capita tutti i giorni che un giocatore nato a Livorno e che gioca nel Livorno, segni 100 gol con la maglia amaranto, di cui la maggior parte in serie A. Forse ricapiterà tra 200 anni. Forse. Eppure domenica per Cristiano Lucarelli non c'è stato niente: nè una targa, nè una medaglia, nè un grazie. Negli anni sono stati premiati giocatori molto meno rappresentativi per traguardi molto meno importanti. Tra l'altro non c'è stato neanche un briciolo di furbizia. Tutti sapevano della contestazione, tutti sapevano che Lucarelli era uno dei pochissimi che sarebbe stato risparmiato: iniziare con un applauso, una simbolica stretta di mano (con o senza Spinelli), poteva regalare un pizzico di senso di appartenenza che avrebbe fatto molto comodo a tutti.
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