Il Tirreno

Livorno

I GIOCATORI

Via sul pullman a testa bassa

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LIVORNO. Quelli che gettano nella pattumiera la serie A. E proprio sotto gli occhi dei tifosi, nella loro residenza, diventata terra di conquista per chiunque. Dicono che lo spogliatoio sia improntato alla Quaresima. Nessuno che parla, gruppetti divisi, timore di uscire fuori. Il primo a presentarsi nell'atrio dello stadio è Rubinho. Volto fiero. Esce all'esterno, riceve gli applausi dai tifosi inferociti dietro al cancello. Il secondo è Diniz: fischi, urlacci. Il terzo è Filippini, zoppicante. Un coro di applausi. Sosta. Ecco Mozart e altro ululato. Non spunta nessun altro. Lucarelli e Prutsch sono stati sorteggiati per l'antidoping. Devono restare dentro e cercare di sbrigarsi. Dopo un quarto d'ora, ecco il resto del gruppone, quelli che hanno collocato il Livorno all'ultimo posto. Una fila indiana, quasi una processione. Perticone, Pulzetti, Raimondi, Pieri, Vitale, De Lucia... Cori e fischi. Salgono sul torpedone, testa china, in fretta. Anche Prutsch ha fatto in tempo. Cristiano Lucarelli deve sempre ottemperare il rito della pipì. Lascerà lo stadio della vergogna in un'auto. Per lui solo applausi. Il pullman scortato dalla polizia verso il Max hotel dove ci saranno un centinaio di ultrà in attesa. Il Bari attende e osserva la scena della protesta.

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