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CALCIO
Ma il piano-Spinelli è realistico?
Fabrizio Pucci /
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FIDUCIA. Sotto il presidente Aldo SpinelliOtto giornate alla fine del campionato e otto punti da recuperare a Lazio e Udinese se non si vuole finire dritti in serie B. Guardi la classifica e ti entra il magone. Eppure il presidente Spinelli ha fiducia. Dopo la sconfitta di Milano ha stilato una tabella, un ruolino di marcia che deve essere rispettato nel prossimo mese e mezzo
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LIVORNO. Otto giornate alla fine del campionato e otto punti da recuperare a Lazio e Udinese se non si vuole finire dritti in serie B. Guardi la classifica e ti entra il magone. Eppure il presidente Spinelli ha fiducia. Dopo la sconfitta di Milano ha stilato una tabella, un ruolino di marcia che deve essere rispettato nel prossimo mese e mezzo.
Il presidente ha studiato il calendario e poi ha stabilito che gli amaranto devono vincere le quattro partite in casa con Bari, Udinese, Catania e Lazio. Di questo poker, due sono le partite abbordabili. Quella di domenica contro i galletti e quella con i siciliani che tra cinque giornate dovrebbero essere tranquilli. Se il Livorno vince queste due può rimanere attaccato al carro salvezza e quindi gli altri due impegni interni (con Udinese e Lazio) diventerebbero scontri diretti. Comunque. Tre per quattro dodici punti. E si sale a 36. Restano le quattro trasferte. Difficile la coppia genovese (ma tra Genoa e Samp almeno un punto deve uscire), gli sforzi devono essere concentrati su Chievo-Livorno e Parma-Livorno all'ultima giornata. Al 'Bentegodi' deve essere infranto il tabù per prendere almeno un punto. A Parma invece i tre punti sono obbligatori. Così (compreso un pari a Marassi) si potrebbe arrivare a 41: una gran quota che, forse ha ragione Spinelli, significherebbe serie A. Ed ora vi spieghiamo anche perché.
Certo, serve una premessa: dimentichiamoci della logica, altrimenti siamo fritti perché dopo i 3 punti nelle ultime 11 uscite, dovremmo prenderne 17 in 8 partite. Delle pericolanti chi sta meglio è l'Udinese. Ha un calendario abbastanza agevole soprattutto tra la 34.ma e la 37.ma (Bologna, Siena e Bari in casa, Cagliari fuori). I friulani sono imprendibili. Diverso il discorso della Lazio. Gli uomini di Reja devono incontrare le prime tre in classifica con serio rischio di fare zero punti. Hanno lo scontro diretto a Livorno (dato per perso altrimenti salta il castello), tre partite di media difficoltà (Napoli in casa, Bologna e Genoa fuori) e il bonus Udinese in casa all'ultima. Non sarebbe scandaloso se i biancocelesti conquistassero solo 6 punti per arrivare a 38.
L'altro pericolo è rappresentato dall'Atalanta che in casa con Siena, Fiorentina e Bologna e Palermo può prendersi 10 punti. Vita grama in trasferta, però, per i bergamaschi (Juve, Roma, Inter e Napoli) e un solo potenziale punto per arrivare a 11 complessivi che sommati agli attuali 28 fanno 39, due in meno dei famosi 41 del Livorno. Se la realtà è spaventosa conviene sognare: è lecito e gratuito.
Il presidente ha studiato il calendario e poi ha stabilito che gli amaranto devono vincere le quattro partite in casa con Bari, Udinese, Catania e Lazio. Di questo poker, due sono le partite abbordabili. Quella di domenica contro i galletti e quella con i siciliani che tra cinque giornate dovrebbero essere tranquilli. Se il Livorno vince queste due può rimanere attaccato al carro salvezza e quindi gli altri due impegni interni (con Udinese e Lazio) diventerebbero scontri diretti. Comunque. Tre per quattro dodici punti. E si sale a 36. Restano le quattro trasferte. Difficile la coppia genovese (ma tra Genoa e Samp almeno un punto deve uscire), gli sforzi devono essere concentrati su Chievo-Livorno e Parma-Livorno all'ultima giornata. Al 'Bentegodi' deve essere infranto il tabù per prendere almeno un punto. A Parma invece i tre punti sono obbligatori. Così (compreso un pari a Marassi) si potrebbe arrivare a 41: una gran quota che, forse ha ragione Spinelli, significherebbe serie A. Ed ora vi spieghiamo anche perché.
Certo, serve una premessa: dimentichiamoci della logica, altrimenti siamo fritti perché dopo i 3 punti nelle ultime 11 uscite, dovremmo prenderne 17 in 8 partite. Delle pericolanti chi sta meglio è l'Udinese. Ha un calendario abbastanza agevole soprattutto tra la 34.ma e la 37.ma (Bologna, Siena e Bari in casa, Cagliari fuori). I friulani sono imprendibili. Diverso il discorso della Lazio. Gli uomini di Reja devono incontrare le prime tre in classifica con serio rischio di fare zero punti. Hanno lo scontro diretto a Livorno (dato per perso altrimenti salta il castello), tre partite di media difficoltà (Napoli in casa, Bologna e Genoa fuori) e il bonus Udinese in casa all'ultima. Non sarebbe scandaloso se i biancocelesti conquistassero solo 6 punti per arrivare a 38.
L'altro pericolo è rappresentato dall'Atalanta che in casa con Siena, Fiorentina e Bologna e Palermo può prendersi 10 punti. Vita grama in trasferta, però, per i bergamaschi (Juve, Roma, Inter e Napoli) e un solo potenziale punto per arrivare a 11 complessivi che sommati agli attuali 28 fanno 39, due in meno dei famosi 41 del Livorno. Se la realtà è spaventosa conviene sognare: è lecito e gratuito.
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