La protesta
CALCIO
Spinelli: «Fine delle illusioni»
dall'inviato
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LA DOMENICA NERA. Spinelli con la faccia dello sconfitto. In alto i tifosi amaranto a Bergamo: una giornata da incuboAlle 15.20 Aldo Spinelli ha già la mano a coprire la faccia sconsolata, alle 17.30 è ancora lì che scuote la testa. Nel mezzo rabbia schiumata nelle orecchie del dg Garzelli, anche perché stavolta il fido Silvano Siri è rimasto a casa
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Alessandro Bernini BERGAMO. Alle 15.20 Aldo Spinelli ha già la mano a coprire la faccia sconsolata, alle 17.30 è ancora lì che scuote la testa. Nel mezzo rabbia schiumata nelle orecchie del dg Garzelli, anche perché stavolta il fido Silvano Siri è rimasto a casa.
Tuoni e fulmini arrivano al fischio finale. «Che disastro. E meno male che doveva essere la partita della vita... Mi sa che a questo punto c'è poco da illudersi, bisogna voltare pagina e pensare al futuro...». Spinelli non pronuncia la parola serie B ma la cosa è implicita: quella parola è lì sulla punta della lingua. Ce n'è anche per Cosmi: «Ormai lo sanno anche i bambini che non si può andare in trasferta con due punte e un trequartista, e invece niente, noi tutte le volte insistiamo».
Contro Lucarelli. Ce l'ha con Lucarelli anche se il nome di Cristiano non viene mai pronunciato: «Voi lo sapete dove sta il problema del Livorno, ma non lo scrivete». Ce lo dica lei, presidente. «No, lasciamo stare che è meglio. Comunque certi giocatori hanno la pancia troppo piena e corrono poco». All'intervallo tra l'altro Spinelli aveva confidato di vedere Lucarelli «troppo fermo». Parole poi travolte dal disastro del secondo tempo. Tra l'altro Spinelli in questi casi lascia quasi sempre lo stadio una decina di minuti prima, stavolta invece è rimasto ad assistere al triste spettacolo sino al the end.
Cosmi in bilico. Ma il tecnico rischia? Spinelli allarga le braccia: «Non so, ci devo pensare». In effetti al termine della partita ci saranno due colloqui. Il primo nello spogliatoio, il secondo fuori dallo stadio presente anche il ds Nelso Ricci. E da questo faccia a faccia non salterà fuori niente. Solo la perplessità di Spinelli di fronte alle spiegazioni di Cosmi.
Ruotolo e Sonetti. Che ormai Spinelli si sia disinnamorato di Cosmi è plateale. Fosse per lui, Ruotolo sarebbe rientrato già da 2-3 settimane ma si è sempre trattenuto da questo passo. Cacciare Cosmi dopo la disfatta di ieri è idea che Spinelli ha comunque per il momento accantonato, anche perché c'è la partita contro l'Inter già mercoledì sera e non è certo la situazione ideale per un cambio di rotta.
E poi alcuni consiglieri di Spinelli insistono sul fatto che cambiare Cosmi ormai non avrebbe molto senso, e che a questo punto bisogna andare avanti con lui sino alla fine.
Le alternative sono comunque due. La prima, più realistica, porta a Ruotolo (con Russo, naturalmente) che non è mai uscito dai pensieri di Spinelli. La seconda invece a Nedo Sonetti, e in questo caso Spinelli affiderebbe a lui non solo le ultime giornate di questo campionato ma anche la possibile ricostruzione per l'eventuale serie B del prossimo anno. Sonetti ieri era allo stadio, non è mai stato contattato da nessuno del clan amaranto, ma ieri sera è saltato fuori anche il suo nome. E non è la prima volta.
Il caso-spogliatoio. C'è poi una variabile di non poco conto: lo spogliatoio del Livorno. La situazione è complessa: al di là delle dichiarazioni di facciata, il gruppo è spaccato. Cosmi si fida di un plotoncino di fedelissimi, ma dall'altra parte della barricata c'è un altro plotoncino di "insoddisfatti" nel quale sono allineati - la cosa è stata progressiva - gran parte dei giocatori rimasti a Livorno, ma non soltanto.
Difficile capire se alla fine della partita Cosmi abbia voluto lanciare un messaggio con quella frase «mi sento tradito», quello che è certo è che ieri sera diversi giocatori (anche tra quelli presenti a Bergamo) erano molto perplessi sull'opportunità di questa frase.
In conclusione, una situazione non facile da gestire. In questi casi o arrivano i risultati a tamponare il tutto, oppure la ferita rischia di fare infezione, di allargarsi. E i risultati, purtroppo, non stanno arrivando.
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