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Balleri e lo stadio maledetto«Quando ci condannarono alla B»
Fabrizio Pucci
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MAGGIO AMARO. L’inutile gol di Pavan a Bergamo nel maggio 2008 A destra BalleriScrivi Atalanta e leggi amarezza. Quella intensa che solo una retrocessione è capace di generare. Basta sfogliare l'album dei brutti ricordi e soffermarsi alla pagina datata 4 maggio 2008.
Gli amaranto salgono in casa nei nerazzurri per giocarsi le residue speranze di salvezza. E' un pomeriggio di sofferenza inutile
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LIVORNO. Scrivi Atalanta e leggi amarezza. Quella intensa che solo una retrocessione è capace di generare. Basta sfogliare l'album dei brutti ricordi e soffermarsi alla pagina datata 4 maggio 2008.
Gli amaranto salgono in casa nei nerazzurri per giocarsi le residue speranze di salvezza. E' un pomeriggio di sofferenza inutile. A una manciata di minuti dal termine Padoin stampa il 3-2 (dopo i gol di Doni e Ferreira Pinto e la rimonta livornese firmata Rossini e Pavan) e sbatte il Livorno in B. Capitano amaranto era David Balleri che torna a parlare di quella partita per la prima volta. «Fu una domenica triste - dice il Pendolino - perché di fatto fu sancita la nostra retrocessione. Per fortuna il giorno dopo nacque mia figlia Clara a mitigare una delusione così bruciante».
Quella partita fu la tua ultima presenza in serie A ed ebbe uno strascico spiacevole per te, vero?
«Sì. La Procura Federale mi deferì (insieme ad alcuni miei compagni di squadra) alla Commissione Disciplinare per una frase rivolta al loro capitano, Bellini. Il capo d'accusa? Tentato illecito. Un delirio. Addirittura fui squalificato per quattro mesi che poi furono ridotti a uno. Ma ero innocente perché quella fu una partita regolare. In primis perché fu combattutissima e poi tra l'altro perdemmo. Loro provenivano da una serie di risultati negativi e in settimana gli ultrà erano andati a Zingonia a sollecitarli di dare il massimo Insomma, non c'era nulla di sospetto. E anche quel mese di squalifica fu ingiusto».
Tra l'altro in sede dibattimentale si fece riferimento alla partita di andata di quel campionato con i nerazzurri.
«Sì, ma in Livorno-Atalanta fu commesso un fallo da rigore su di me al 90'. Se avevo intenzione di regalare qualcosa non mi sarei spinto nell'area avversaria a un sospiro dalla fine».
La storia si ripete: domenica andiamo a Bergamo per giocarci tutto. Analogie con due anni fa?
«Poche. Noi quel giorno eravamo con un piede e mezzo in B. Qui c'è tempo per recuperare anche se la partita è molto delicata».
Però se riuscissimo a lavare l'onta del 4 maggio 2008 non sarebbe male...
«Vero, ma io non ragiono in questi termini. Quando si gioca si dà sempre il massimo e possiamo anche prenderci a male parole, ma poi passa tutto. Padoin ci giustiziò, con Bellini mi arrabbiai tantissimo, ma se li vedessi oggi li saluterei senza problemi».
All'Atalanta mancheranno Tiribocchi e Doni...
«Assenze pesanti, ma di cui è bene non tener conto. Sono convinto che Cosmi sta preparando la partita con la massima attenzione a prescindere dagli uomini che si troverà di fronte».
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