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«Caro Livorno, ti devi scuotere»
Fabrizio Pucci
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PENSIERI. Aldo Spinelli è diviso tra presente e futuro ma spera che domani il Livorno interrompa la spirale negativaCronaca di un ordinario giovedì trascorso dal presidente Spinelli in Lega, a Milano. Il patron ha parlato a margine dell'incontro tra settore arbitrale (rappresentato dal designatore Collina e dal presidente dell'Aia Nicchi) e club di serie A alla presenza del presidente di Lega Beretta e di quello del Figc, Abete
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LIVORNO. Cronaca di un ordinario giovedì trascorso dal presidente Spinelli in Lega, a Milano. Il patron ha parlato a margine dell'incontro tra settore arbitrale (rappresentato dal designatore Collina e dal presidente dell'Aia Nicchi) e club di serie A alla presenza del presidente di Lega Beretta e di quello del Figc, Abete. Ha parlato, Spinelli e ha affrontato tutti gli argomenti caldi di casa amaranto.
Concetti chiari che hanno prodotto un'eco che è inevitabilmente arrivata a Livorno, dove si vive (più che altrove) sospesi tra passato, presente e futuro.
Il passato: gli arbitri e i loro errori. Mondo arbitrale da una parte e società di A, dall'altra. Impossibile lasciarsi scappare un'occasione simile per puntare i riflettori sui tanti torti subìti dal Livorno in questa stagione sfortunata anche da questo punto di vista. Eppure Spinelli, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche. Lui, il pres di lungo corso, è concentrato sul rendimento dei suoi ragazzi: «Non c'è dubbio - ha dichiarato - che quest'anno siamo stati penalizzati da numerose sviste. Ma quando guardo la classifica mi arrabbio con i miei giocatori perché al di là degli errori degli arbitri, ci abbiamo messo del nostro per ritrovarci in questa situazione preoccupante».
Il presente: Cosmi. Nel cortile prospiciente l'austero palazzo di via Rosellini, sede delle Lega Calcio, Aldo Spinelli non è si soffermato ad analizzare soltanto ciò che è accaduto fino ad ora nel pianeta amaranto. Sollecitato dai giornalisti, ha inviato un telegramma anche a Serse Cosmi e soprattutto dato una mano di cemento armato alla panchina amaranto: «Nessuno nella vita può essere sicuro di nulla - ha detto - ma il nostro tecnico non rischia». La dichiarazione è forte e val bene una sottolineatura: «E' normale - ha aggiunto il patron - che si possa fare di meglio e che si debba vivere settimana per settimana, ma per ora il nostro allenatore ha mantenuto una media salvezza». Considerazione che, dati alla mano, non fa una grinza. Il tecnico perugino si è seduto sulla panchina amaranto il 25 ottobre 2009, giorno di Roma-Livorno. Nelle successive diciannove partite (che equivalgono a metà stagione) Cosmi ha conquistato 20 punti che, proiettati sul campionato intero, fanno 40: la famigerata quota che tutti considerano buona per sentirsi al riparo da sgradite sorprese. Dispiace, ovviamente, per le ultime quattro sconfitte consecutive, che però devono essere dimenticate. Da domani inizia una nuova mini-stagione nella quale saranno decise le sorti amaranto.
Il futuro: il Livorno. E' il tema che probabilmente tocca più da vicino i tifosi. Spinelli non si è tirato indietro rilasciando subito una dichiarazione forte: «L'intenzione di lasciare il Livorno c'è». Poi il presidente ha spiegato i motivi del possibile disimpegno: «L'attuale posizione di classifica - ha detto - non c'entra nulla. Il fatto è che sono molto stanco. Ogni settimana, da undici anni, devo sciropparmi molti chilometri per stare vicino alla squadra e tutto questo comincia a essere davvero faticoso». Non è la prima volta che Aldo Spinelli manifesta la volontà di vendere la società. Restano due interrogativi. Il primo sta nell'assenza di un acquirente relamente interessato al Livorno: per esempio, adesso la famiglia Tesoro strizza l'occhio a Urbano Cairo del Torino. Il secondo, come anticipato nei giorni scorsi, dipende dalla categoria che andremo a fare l'anno prossimo. Se sarà serie A (con la sicura pioggia di milioni che inonderà le casse amaranto) Spinelli difficilmente passerà la mano. In caso di retrocessione, invece, potrebbero aprirsi scenari nuovi. Ipotesi a cui è prematuro anche solo pensare.
Concetti chiari che hanno prodotto un'eco che è inevitabilmente arrivata a Livorno, dove si vive (più che altrove) sospesi tra passato, presente e futuro.
Il passato: gli arbitri e i loro errori. Mondo arbitrale da una parte e società di A, dall'altra. Impossibile lasciarsi scappare un'occasione simile per puntare i riflettori sui tanti torti subìti dal Livorno in questa stagione sfortunata anche da questo punto di vista. Eppure Spinelli, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche. Lui, il pres di lungo corso, è concentrato sul rendimento dei suoi ragazzi: «Non c'è dubbio - ha dichiarato - che quest'anno siamo stati penalizzati da numerose sviste. Ma quando guardo la classifica mi arrabbio con i miei giocatori perché al di là degli errori degli arbitri, ci abbiamo messo del nostro per ritrovarci in questa situazione preoccupante».
Il presente: Cosmi. Nel cortile prospiciente l'austero palazzo di via Rosellini, sede delle Lega Calcio, Aldo Spinelli non è si soffermato ad analizzare soltanto ciò che è accaduto fino ad ora nel pianeta amaranto. Sollecitato dai giornalisti, ha inviato un telegramma anche a Serse Cosmi e soprattutto dato una mano di cemento armato alla panchina amaranto: «Nessuno nella vita può essere sicuro di nulla - ha detto - ma il nostro tecnico non rischia». La dichiarazione è forte e val bene una sottolineatura: «E' normale - ha aggiunto il patron - che si possa fare di meglio e che si debba vivere settimana per settimana, ma per ora il nostro allenatore ha mantenuto una media salvezza». Considerazione che, dati alla mano, non fa una grinza. Il tecnico perugino si è seduto sulla panchina amaranto il 25 ottobre 2009, giorno di Roma-Livorno. Nelle successive diciannove partite (che equivalgono a metà stagione) Cosmi ha conquistato 20 punti che, proiettati sul campionato intero, fanno 40: la famigerata quota che tutti considerano buona per sentirsi al riparo da sgradite sorprese. Dispiace, ovviamente, per le ultime quattro sconfitte consecutive, che però devono essere dimenticate. Da domani inizia una nuova mini-stagione nella quale saranno decise le sorti amaranto.
Il futuro: il Livorno. E' il tema che probabilmente tocca più da vicino i tifosi. Spinelli non si è tirato indietro rilasciando subito una dichiarazione forte: «L'intenzione di lasciare il Livorno c'è». Poi il presidente ha spiegato i motivi del possibile disimpegno: «L'attuale posizione di classifica - ha detto - non c'entra nulla. Il fatto è che sono molto stanco. Ogni settimana, da undici anni, devo sciropparmi molti chilometri per stare vicino alla squadra e tutto questo comincia a essere davvero faticoso». Non è la prima volta che Aldo Spinelli manifesta la volontà di vendere la società. Restano due interrogativi. Il primo sta nell'assenza di un acquirente relamente interessato al Livorno: per esempio, adesso la famiglia Tesoro strizza l'occhio a Urbano Cairo del Torino. Il secondo, come anticipato nei giorni scorsi, dipende dalla categoria che andremo a fare l'anno prossimo. Se sarà serie A (con la sicura pioggia di milioni che inonderà le casse amaranto) Spinelli difficilmente passerà la mano. In caso di retrocessione, invece, potrebbero aprirsi scenari nuovi. Ipotesi a cui è prematuro anche solo pensare.
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