Gioco
CALCIO
La fabbrica del gol in cassa integrazione
Renzo Marmugi /
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SVEGLIA. Lucarelli (5 gol) e Danilevicius (4), i bomber amaranto17 gol in 27 partite, la classifica avara del Livorno si spiega soprattutto con i numeri. La squadra di Cosmi segna 0.63 reti a partita, cioè una ogni 143 minuti. Il miglior marcatore, Cristiano Lucarelli, è a quota 5 (un gol ogni 368'), mentre Danilevicius (4 reti) segna in media ogni 218 minuti e Tavano (2 gol) ogni 608 minuti. Cifre da cassa integrazione, se si pensa che l'Udinese - una delle avversarie sulle quali il Livorno dovrebbe fare la corsa per non retrocedere - ha quel Totò Di Natale che da solo (19 gol) ha firmato più reti di tutti i giocatori amaranto messi insieme.
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LIVORNO. 17 gol in 27 partite, la classifica avara del Livorno si spiega soprattutto con i numeri. La squadra di Cosmi segna 0.63 reti a partita, cioè una ogni 143 minuti. Il miglior marcatore, Cristiano Lucarelli, è a quota 5 (un gol ogni 368'), mentre Danilevicius (4 reti) segna in media ogni 218 minuti e Tavano (2 gol) ogni 608 minuti. Cifre da cassa integrazione, se si pensa che l'Udinese - una delle avversarie sulle quali il Livorno dovrebbe fare la corsa per non retrocedere - ha quel Totò Di Natale che da solo (19 gol) ha firmato più reti di tutti i giocatori amaranto messi insieme.
Il presidente Spinelli in estate sperava di avere dalla coppia Lucarelli-Tavano un tesoretto di almeno 20-25 reti e a questo punto, con undici giornate ancora da disputare, il traguardo sembra inarrivabile. Ma non è colpa soltanto di chi sta davanti se l'attacco è anemico. Chi di calcio ne capisce sostiene che il Livorno, privandosi di Alino Diamanti - una fabbrica vivente di assist e anche grande specialista sulle palle inattive - ha tagliato almeno del trenta per cento le sue possibilità di salvezza. E poi - come sottolineava domenica "Il Palermo", settimanale rosanero distribuito allo stadio - uno dei punti deboli più evidenti del Livorno è «un organico inadeguato per la serie A».
Anche la difesa, dopo un inizio su standard medio-alti, ha cominciato a diventare più perforabile, e oggi il Livorno con 1.37 gol incassati a partita è nei bassifondi della graduatoria (alla pari di Bologna e Parma), ma con la differenza reti peggiore insieme al Siena (-20). Ormai è dal 13 dicembre (Catania-Livorno 0-1) che gli amaranto non riescono più a tenere la porta inviolata. Undici partite. Per questo, com'è successo domenica a Palermo e già contro il Bologna, anche incassare soltanto un gol può diventare fatale.
Dalla 9ª alla 19ª di andata il Livorno di Serse Cosmi aveva fatto 18 punti in 11 partite, dopo il giro di boa 2 punti (i pareggi col Milan e Juve) in 8 gare. Domenica contro la Roma sarà la nona giornata di ritorno, 990 minuti alla resa dei conti. È il momento di ripartire, di interrompere la striscia negativa di risultati. Dimostrarsi vivi come a Palermo e perdere a testa alta non può più bastare. Ora servono i fatti. E i punti.
Il presidente Spinelli in estate sperava di avere dalla coppia Lucarelli-Tavano un tesoretto di almeno 20-25 reti e a questo punto, con undici giornate ancora da disputare, il traguardo sembra inarrivabile. Ma non è colpa soltanto di chi sta davanti se l'attacco è anemico. Chi di calcio ne capisce sostiene che il Livorno, privandosi di Alino Diamanti - una fabbrica vivente di assist e anche grande specialista sulle palle inattive - ha tagliato almeno del trenta per cento le sue possibilità di salvezza. E poi - come sottolineava domenica "Il Palermo", settimanale rosanero distribuito allo stadio - uno dei punti deboli più evidenti del Livorno è «un organico inadeguato per la serie A».
Anche la difesa, dopo un inizio su standard medio-alti, ha cominciato a diventare più perforabile, e oggi il Livorno con 1.37 gol incassati a partita è nei bassifondi della graduatoria (alla pari di Bologna e Parma), ma con la differenza reti peggiore insieme al Siena (-20). Ormai è dal 13 dicembre (Catania-Livorno 0-1) che gli amaranto non riescono più a tenere la porta inviolata. Undici partite. Per questo, com'è successo domenica a Palermo e già contro il Bologna, anche incassare soltanto un gol può diventare fatale.
Dalla 9ª alla 19ª di andata il Livorno di Serse Cosmi aveva fatto 18 punti in 11 partite, dopo il giro di boa 2 punti (i pareggi col Milan e Juve) in 8 gare. Domenica contro la Roma sarà la nona giornata di ritorno, 990 minuti alla resa dei conti. È il momento di ripartire, di interrompere la striscia negativa di risultati. Dimostrarsi vivi come a Palermo e perdere a testa alta non può più bastare. Ora servono i fatti. E i punti.
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