Il Tirreno

Livorno

SCHERMA

Zanotti, il guru livornese delle pedane

Mario Orsini
<strong>TALENTI. </strong> Nicola Zanotti con Irene Vecchi e Ilaria Bianco
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TALENTI. Nicola Zanotti con Irene Vecchi e Ilaria Bianco

Agente di polizia di professione e maestro di scherma per passione. Al Fides e in nazionale. In federazione è il referente della squadra femminile. Al glorioso circolo scherma di via Allende, invece, allena Irene Vecchi e Ilaria Bianco. O se preferiamo i due terzi della nazionale italiana di sciabola.

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LIVORNO. Agente di polizia di professione e maestro di scherma per passione. Al Fides e in nazionale. In federazione è il referente della squadra femminile. Al glorioso circolo scherma di via Allende, invece, allena Irene Vecchi e Ilaria Bianco. O se preferiamo i due terzi della nazionale italiana di sciabola.

Livornese doc la prima, pisana la seconda. Suoi allievi sono pure Marco Ciari e Alessandra Lucchino. Per un certo periodo ha allenato pure Aldo Montano. La prima volta 10 anni fa, la seconda, per qualche mese, fino al marzo scorso. Se a questi nomi, del gotha della sciabola, aggiungiamo tante ragazzine, ragazzini e giovanotti di belle speranze, alcuni già nel giro o in odore di nazionale, si arriva quasi alla quadratura del cerchio. Nicola Zanotti, è uno dei più bravi maestri di sciabola non solamente in Italia. Un maestro che ha nella carta d'identità la prima vistosa anomalia. Appena 36 anni, compiuti il 3 ottobre scorso. Un'età più consona ad un'atleta che ad un maestro con un curriculum decennale di grande spessore alle spalle. Prima di diventare un eccellente maestro Nicola Zanotti è stato un bravo sciabolatore.

Nel 1990 ha vinto pure un campionato italiano cadetti di sciabola e, nello stesso anno e nel 1993, ha difeso i colori azzurri ai campionati mondiali. Ad appena ventitré anni la prima brusca virata. «A darmi fiducia fu Paolo Paoletti che iniziò ad avvalersi della mia collaborazione nell'allenare i piccoli schermitori. Quattro anni dopo, quando terminò il rapporto di collaborazione tra Victor Sidiak e il Fides, su proposta della società, ho iniziato a insegnare a tutti gli effetti. Tra gli atleti che ereditai, dal grande maestro russo, c'erano Aldo Montano e Marco Ciari». Zanotti oltre che bravo schermitore e ottimo maestro ha saputo ritagliarsi un piccolo spazio pure come arbitro. «Una piacevole parentesi nella quale mi sono tolto pure belle soddisfazioni. Nel 2003 ho diretto ai campionati mondiali ed europei giovani. Forse sarei andato avanti se l'allora Ct della nazionale Christian Bauer non mi avesse chiamato a lavorare con lui come maestro».

Il rapporto di collaborazione con i vertici federali si fanno più stringenti anche dopo che Bauer vola verso la Cina. Da due anni Nicola Zanotti è referente ufficiale della nazionale femminile di sciabola. «Un ruolo che mi è stato assegnato grazie ai risultati ottenuti dalle mie due allieve Ilaria Bianco e Irene Vecchi». Zanotti fin da piccolo è cresciuto a pane e scherma. Il fratello Emanuele (classe 1968), adesso dirigente bancario, il primo fioretto di plastica l'ha impugnato all'asilo e come sciabolatore si è tolto tante soddisfazioni. Il meglio di se stesso l'ha però dato come arbitro fino a diventare, anche come dirigente una specie di Collina delle pedane. Il babbo Enio, prematuramente scomparso nel 2004, è stato consigliere del Fides e per ben 16 anni presidente regionale della federazione scherma. Ma torniamo a Nicola Zanotti. Dal 1992 è in Polizia. «Con il ruolo d'assistente capo presso il commissariato porto ufficio frontiera marittima». Il più forte schermidore italiano? «Direi i più forti: Aldo Montano e Andrea Baldini. Due mostri guarda caso di casa nostra. Ha letto il libro della Fallaci:'Un cappello pieno di ciliegie? In esso c'è la definizione di livornese che fa capire come mai abbiamo una marcia in più degli altri». In prospettiva come vede la sua allieva Irene Vecchi? «Benissimo. Ha ancora margini di miglioramento enormi. Nei miei sogni vedo un'Irene sul gradino più alto del podio. Naturalmente dobbiamo lavorare ancora tanto perché i sogni diventino ricorrente attualità». Alessandra Lucchino che lascia la Calabria per venire ad allenarsi con lei a Livorno è motivo di gran soddisfazione? «E' qua dal 10 di ottobre. Ci vuole ancora un po' di pazienza perché possa tornare ad alto livello. Stiamo lavorando bene».

Con Bauer vi siete più sentiti? «Certo, ho ancora un ottimo rapporto con lui. Per me è sempre la mia guida. Cerco sempre di captare qualcosa ogni volta che lo vedo e gli chiedo sempre consigli. Per me è stato ed è sempre una persona molto importante». Cosa le ha tolto e dato la scherma? «Mi ha dato tutto.
Sono in Polizia grazie alla scherma. Poi ci sono infinite soddisfazioni, gratitudini e la possibilità di andare in giro per il mondo. La scherma è la mia vita».

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di Redazione web