Gioco
BASKET
Us, niente ricorsoMa c'è tanta rabbia per il caso-Giardini
Francesco Parducci
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RABBIA. Un attacco dell’Us LivornoDopo la mazzata del giudice sportivo relativa ai fatti di sabato scorso (partita sospesa dopo 3' per aggressione a un arbitro conseguentemente all'espulsione di Giardini il quale rientrava da 2 settimane di stop), l'Us Livorno prova a rialzare la testa
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LIVORNO. Dopo la mazzata del giudice sportivo relativa ai fatti di sabato scorso (partita sospesa dopo 3' per aggressione a un arbitro conseguentemente all'espulsione di Giardini il quale rientrava da 2 settimane di stop), l'Us Livorno prova a rialzare la testa (domani a S.Miniato, inizio ore 18) su un campo difficile, contro una squadra forte e ben allenata. Ma nella testa di Boccardi e dei suoi tutto ci può essere, meno che serenità. Di quello che è successo sabato scorso si è discusso e si continua a discutere fra addetti ai lavori e non, più che altro sul web. Una cosa preme però sottolineare: se da un lato appare inevitabile la lunghissima squalifica del campo inflitta alla vecchia Unione perché la responsabilità oggettiva nello sport esiste, quella inflitta a Giardini appare un vero e proprio abominio. Si tratta infatti di 9 (nove) giornate sicure più altre tre se la squadra dovesse disputare la post season, play-off o play-out che siano, a questo punto più probabile la seconda visto come si stanno mettendo le cose.
La motivazione che «il fatto ha turbato l'ordine pubblico» appare a occhio nudo un altro abominio giuridico, come se un giocatore, nel momento in cui commette un fallo, pur violento che esso sia e molti presenti giurano che non lo sia stato, possa prevedere che da quel fatto scaturirà un'invasione di campo. A meno che non si sia voluto calcare la mano per un rapporto di parentela esistente fra il giocatore e l'invasore. Insomma, ci sarebbero tutti gli estremi per un bel ricorso, ma si dice che l'Us sia stata consigliata di non farne di niente, perché niente verrebbe cambiato. Insomma, condannato tutto quello che c'è da condannare, in questa storia c'è qualcosa che non torna, come si fosse voluta trovare l'occasione per liberarsi, una volta per tutte, di una squadra con troppi personaggi scomodi.
F.P.
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