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Livorno, due derby amariBergamo: «Errori gravie Cribari andava espulso»

Renzo Marmugi
<strong>SICURO. </strong>L’ex arbitro Paolo Bergamo conferma che il Livorno è vittima di errori arbitrali
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SICURO. L’ex arbitro Paolo Bergamo conferma che il Livorno è vittima di errori arbitrali

Cosmi e Lucarelli non perdono la fiducia L'ex designatore: «Troppi veleni, in Italia si dovrebbe chiedere la moviola in campo»

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LIVORNO. «Bruciante, dolorosa, immeritata». Tre aggettivi per una sconfitta che fa malissimo, quella col Siena, buttati là domenica pomeriggio da Serse Cosmi, insieme ad altre frasi in sequenza: «Il destino è nostro nemico, e quando dico destino mi tengo largo, ma qui non si molla di un centimetro. Dopo questo risultato negativo ripartiamo amareggiati, non dimessi». Parole da mixare insieme a quelle di Cristiano Lucarelli, che prima di lasciare lo stadio aveva detto: «Tra pareggio e sconfitta per noi sarebbe cambiato poco. A questo punto meglio che il Siena abbia vinto, così continua a sperare e nei prossimi scontri diretti non potrà regalare punti».

Il Livorno è nel tunnel (2 punti nelle 7 partite del girone di ritorno), ma il mister e "Lucky" provano ad accendere una torcia. Dodici giornate al traguardo, il quadro clinico è grave, le carenze strutturali e di organico evidenti, però ci sarebbero ancora i margini per dare una sterzata.

Otto espulsioni. Due cartellini rossi nella gestione Russo-Ruotolo, sei con l'uomo del fiume. Tanti, troppi. «Analizzando singolarmente i vari episodi posso dire che quelle espulsioni ci stanno tutte, ma sono le cose non date a favore del Livorno che meritano di essere sottolineate. La voce, autorevole, è quella di Paolo Bergamo, una lunga carriera col fischietto in bocca ed ex designatore degli arbitri di serie A e B. «È risaputo - dice Bergamo - che Livorno non sia una piazza simpatica ai vertici federali e della Lega, ma il settore arbitrale è agnostico, questa città viene considerata al pari di tutte le altre. La designazione di un arbitro esperto come Morganti per il derby col Siena secondo me era azzeccata. Il guaio è che lui ha sbagliato nell'azione del fallo in area di Cribari su Lucarelli: giusto dare il rigore, ma essendo una chiara occasione da gol doveva esserci anche il cartellino rosso per il difensore. Esattamente come, a parti invertite, successe a Marchini nell'andata per la trattenuta su Maccarone. E lì fu rigore più espulsione. L'errore di Morganti invece è stato grave, importante, e segue a ruota quelli di Celi la domenica prima a Firenze: perché Donadel meritava il secondo "giallo" per quell'intervento duro su Pulzetti (7' st) e soprattutto nel finale l'affossamento di Natali a Lucarelli era rigore netto».

Andare avanti. «Visto che in Italia - prosegue Paolo Bergamo - c'è la cultura del sospetto, e specialmente dopo calciopoli (che io chiamerei "farsopoli") tutti parlano di complotti - persino l'Inter prima in classifica - penso che sarebbero maturi i tempi per sperimentare l'uso della tecnologia in campo. Ho esordito in serie A nel 1974 e da allora ogni campionato nel girone di ritorno fa emergere i peggiori veleni. Ci sono sport come basket, rugby e tennis che hanno trovato il coraggio di aiutare gli arbitri con l'uso della tecnologia e dell'instant replay, ed è stata una scelta vincente. Nel calcio, secondo me, sono maturi i tempi perché almeno in Italia - dove le tensioni e le polemiche sono più acute - chieda il permesso alla Fifa di provare a titolo sperimentale la moviola in campo. Perché con venti telecamere puntate su ogni partita qualsiasi decisione dell'arbitro risulterà sempre perdente. Mi rendo conto che il calcio è uno sport planetario e deve essere uguale per tutti in tutto il mondo, però non si può restare immobili davanti al progresso».

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