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«In serie A restoanch'io al 100%»

Alessandro Bernini
<strong>L’ARRIVO. </strong>Aldo Spinelli alle spalle di Nelso Ricci. A sinistra Serse Cosmi
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L’ARRIVO. Aldo Spinelli alle spalle di Nelso Ricci. A sinistra Serse Cosmi

«In questo finale di stagione si decide il futuro del Livorno e anche il mio. Ormai ho fatto la mia scelta: se restiamo in serie A rimango al 100%, se andiamo in B non me la sento di ripartire». Sono le 10.30 di una lunga mattinata e Spinelli al Centro Coni svela i suoi progetti. Tante volte il presidente ha fatto un passo avanti e poi magari uno indietro, ma adesso sembra avere le idee chiare. «Ma se lo immagina, tornare sul campo di Crotone, a Cittadella... No, non me la sento. Stamani mi sono svegliato alle 6 per venire qui, l'entusiasmo c'è ma solo se restiamo in serie A»

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LIVORNO. «In questo finale di stagione si decide il futuro del Livorno e anche il mio. Ormai ho fatto la mia scelta: se restiamo in serie A rimango al 100%, se andiamo in B non me la sento di ripartire». Sono le 10.30 di una lunga mattinata e Spinelli al Centro Coni svela i suoi progetti. Tante volte il presidente ha fatto un passo avanti e poi magari uno indietro, ma adesso sembra avere le idee chiare. «Ma se lo immagina, tornare sul campo di Crotone, a Cittadella... No, non me la sento. Stamani mi sono svegliato alle 6 per venire qui, l'entusiasmo c'è ma solo se restiamo in serie A». Questione di entusiasmo ma, inutile negarlo, anche di pura moneta: perché in serie A arriverebbero oltre quasi 27milioni di euro cash, in serie B ti tirerebbero in faccia due spiccioli. E per chi gestisce una società, fa una bella differenza.

Ore 8.45, l'arrivo. Ore 6 la sveglia, lettura dei giornali, colazione e poi partenza da Genova in direzione Livorno. Spinelli si è messo in viaggio di buona mattina perché aveva in testa una strana idea: arrivare prima dell'allenamento e pesare i giocatori. Già, avete capito bene: bilancia e via. E così fa, controllando di persona la "condizione fisica" degli amaranto.
Il risultato? Eccellente, come uscendo conferma lo stesso presidente: «Già, ho verificato che tutti sono nei limiti di peso previsti. Meglio così, perché bisogna correre, lottare, bisogna stare bene a livello atletico». Per questo ha anche fatto preparare delle diete specifiche da parte della Mapei Sport Service.

70' di incontro. Messa da parte la bilancia, Spinelli si chiude nella stanza dei pesi con la squadra e Cosmi. È un faccio a faccia lungo, che dura un'ora e dieci. Nessuno alza la voce, parla soprattutto Spinelli. Ce l'ha un po' con Rivas «perché tu hai giocato nell'Inter, non puoi farti buttare fuori in quel modo. Ma come si fa?». Poi stuzzica anche Tavano, Mozart. Ce n'è un po' per tutti, Spinelli tira fuori una sfilza di errori, ma senza veleni, il tono stavolta è costruttivo. E per Cosmi ci sono parole di stima.
Quello che serviva al Livorno. La voce del padrone ma anche una pacca sulla spalla, un incitamento per affrontare alla grande il derby col Siena.

Tutti uniti. Il gruppo esce dalla palestra dei pesi. Si va in campo per un'oretta di lavoro.
Spinelli si ferma e apre il libro dei suoi pensieri. «Sono convinto che ci salveremo, tutti devono crederci. Voglio un gruppo unito, compatto. E poi contro il Siena bisogna giocare una partita con la testa. Guai offrire il fianco al Siena, sennò finisce come contro il Bologna. Bisogna essere intelligenti». Anche Spinelli vuol chiarire che non è affatto una partita da ultima spiaggia: «Ma no, e poi questa squadra ha già vinto a Roma e secondo me può vincere anche su campi come Palermo o Bergamo».
Ce n'è anche per gli arbitri. «Certo, perché al Livorno non concedono nulla. Ricordo che al Genoa il difensore Caricola prese 9 giornate di squalifica in un campionato. Perché? Semplice, perché l'anno prima aveva giocato nella Juventus dove gli veniva concesso 100 volte di più rispetto a quanto avveniva al Genoa. E così è anche per i giocatori del Livorno».
Un saluto, altre due parole col ds Ricci e col dg Garzelli, poi si torna a Genova. Dove in serata arriverà anche il deferimento per le frasi post-derby. Poco male, c'era da aspettarselo. Non è certo un deferimento che cambia la vita.

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di Redazione web