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Spunta fuori un dossier: oltre 20 torti già subiti e Spinelli chiede giustizia

Alessandro Bernini
<strong>RABBIA. </strong>Aldo Spinelli, un fiume in piena
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RABBIA. Aldo Spinelli, un fiume in piena

Non si placa l'ira di Aldo Spinelli. Più passano le ore, e più il presidente sente dentro il fuoco dell'ingiustizia. Un po' i torti subiti, un po' la decisiva sfida dietro l'angolo con il Siena: fatto sta che il presidente fa bene ad alzare la voce e chiedere più rispetto per il Livorno. Nessun vantaggio, solo quanto ci spetta. E così ha fatto preparare un dossier da inviare nelle stanze della Lega con tutti i torti subiti dalla squadra amaranto da inizio stagione a oggi

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LIVORNO. Non si placa l'ira di Aldo Spinelli. Più passano le ore, e più il presidente sente dentro il fuoco dell'ingiustizia. Un po' i torti subiti, un po' la decisiva sfida dietro l'angolo con il Siena: fatto sta che il presidente fa bene ad alzare la voce e chiedere più rispetto per il Livorno. Nessun vantaggio, solo quanto ci spetta. E così ha fatto preparare un dossier da inviare nelle stanze della Lega con tutti i torti subiti dalla squadra amaranto da inizio stagione a oggi.

Ce n'è per tutti i gusti. Certo, si va da piccoli episodi a errori macroscopici, ma in queste 25 giornate c'è stato un po' di tutto. Dalla strana espulsione di Lucarelli contro il Chievo, al gol in fuorigioco convalidato a Legrottaglie nel match contro la Juventus. Per chiudere poi con i quattro episodi incriminati di Firenze. A proposito: niente prova tv per Vargas. Il Livorno non ha fatto passi in avanti (il termine scadeva lunedì alle 12), la procura federale idem. Peccato, un'eventuale squalifica poteva essere una prima dimostrazione di quanto l'arbitro Celi avesse danneggiato il Livorno.
Tornando al dossier, ci sono in tutto 25 piccoli-grandi torti, con due postille per rafforzare il concetto di base: il Livorno è la squadra che in serie A ha ricevuto meno calci di rigore di tutti (1) e che ha subito più espulsioni di tutti (8) a parte la Sampdoria.

«Dobbiamo alzare la voce», ripeteva anche ieri sera Aldo Spinelli. «Perché io non ci sto a fare l'agnello sacrificale. Ora tirerò fuori tutti questi torti subiti, comprerò delle pagine sui maggiori giornali e chiederò di andare in televisione a dimostrare cosa ha subito il Livorno». E la mente torna alla partita contro la Fiorentina: «Deve essere successo qualcosa nell'intervallo. Non si spiega altrimenti il cambio di direzione che c'è stato a inizio ripresa. Noi ci abbiamo messo del nostro con l'espulsione di Rivas, ma sul resto si potrebbe scrivere un libro. Ho rivisto ancora le immagini, la Fiorentina doveva finire in 9 con le espulsioni di Donadel e Vargas. E invece...».

Poi Aldo Spinelli allarga il raggio: «È già qualche settimana che vedo dei segnali inquietanti. Penso al gol della Juventus ma anche a piccoli episodi contro il Bologna, niente di eclatante ma cose che ti fanno pensare. L'ho detto e lo ripeto: se non vogliono il Livorno in serie A, basta saperlo. Ma finchè io sarò qui, mi batterò per difendere questa società».
Troppi piagnistei? Può essere, per carità, ma nel calcio bisogna fare anche questo. Guardatevi in giro. Sarà un caso, ma la Fiorentina dopo i fiumi di lacrime per l'arbitraggio inguardabile di Ovrebo in Champions, ha ricevuto subito un pacchettino regalo. Col conto pagato dal Livorno.

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di Redazione web